A Mimmo Lucano il “Premio Badolato di Calabria contro lo spopolamento 2026”

Il riconoscimento dell’Università delle Generazioni all’europarlamentare ed ex sindaco di Riace, indicato come esempio di impegno per la rinascita dei piccoli borghi

A cura di Redazione
29 settembre 2026 16:30
A Mimmo Lucano il “Premio Badolato di Calabria contro lo spopolamento 2026” - Foto: Redazione
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È Mimmo Lucano, europarlamentare ed ex sindaco di Riace, il destinatario del “Premio Badolato di Calabria contro lo spopolamento 2026”, riconoscimento istituito dall’Università delle Generazioni e dedicato ai sindaci che si impegnano per contrastare lo spopolamento e mantenere vive le proprie comunità.

La seconda edizione del premio si svolgerà il 7 ottobre 2026, a quarant’anni dalla vicenda del “paese in vendita” di Badolato, divenuta nel tempo uno dei simboli del dibattito sul futuro dei piccoli centri calabresi.

L’Università delle Generazioni, dal 7 ottobre 2025, assegna due riconoscimenti distinti: il Premio Badolato, riservato ai sindaci impegnati nella lotta allo spopolamento, e il Premio Agnone del Molise contro lo spopolamento, destinato invece a personaggi, associazioni ed enti che operano nella stessa direzione.

Nella prima edizione, il Premio Badolato era stato conferito a Lino Gentile, sindaco di Castel del Giudice, in provincia di Isernia, mentre il Premio Agnone era stato assegnato alla Caritas diocesana di Trivento, rappresentata dal direttore don Alberto Conti.

Per il 2026, invece, il Premio Agnone è stato assegnato al Team Artistico SPOP-ART di Badolato, mentre il riconoscimento dedicato ai sindaci è andato a Mimmo Lucano, più volte primo cittadino di Riace.

La scelta è legata soprattutto all’esperienza maturata da Lucano a Riace e a quello che è stato definito il “modello Riace”, un'esperienza di accoglienza e integrazione dei migranti che ha attirato negli anni l'attenzione nazionale e internazionale, diventando anche oggetto di forti contrapposizioni politiche e giudiziarie.

Secondo l’Università delle Generazioni, l’esperienza di Riace rappresenta un esempio di come l’accoglienza possa intrecciarsi con il tentativo di contrastare il progressivo spopolamento dei piccoli borghi, contribuendo alla loro rivitalizzazione sociale e demografica.

Riace, nella Locride, è così nuovamente al centro dell'attenzione per un'esperienza che l'Università delle Generazioni colloca all'interno di un più ampio “nuovo umanesimo calabrese”, legato alla capacità storica della regione di accogliere popolazioni e culture diverse.

Un riconoscimento che arriva dunque nel segno della memoria, dell’accoglienza e della ricerca di nuove strade per evitare che i piccoli centri perdano abitanti, servizi e prospettive di futuro.