A San Giovanni d’Albi la visita pastorale di Mons. Maniago: al centro il valore del perdono

La celebrazione nella chiesa di Santa Caterina ha riunito le comunità di San Giovanni d’Albi, Albi e Taverna. L’Arcivescovo ha richiamato il significato della Riconciliazione e della comunione ecclesiale

A cura di Redazione
27 settembre 2026 18:00
A San Giovanni d’Albi la visita pastorale di Mons. Maniago: al centro il valore del perdono -
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Una serata dedicata alla preghiera, alla riconciliazione e alla condivisione della fede ha caratterizzato la visita pastorale di Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, nella Vicaria di Gimigliano-Taverna.

Nella chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire, a San Giovanni d’Albi, si sono incontrati i fedeli delle comunità di San Giovanni d’Albi, Albi e Taverna, riuniti per una celebrazione penitenziale.

Prima del momento dedicato alle confessioni individuali, il Vescovo ha proposto una riflessione sulla vita della Chiesa e sul valore del sacramento della Riconciliazione. Un’occasione per rileggere la confessione non semplicemente come un appuntamento legato agli obblighi religiosi, ma come un momento nel quale riscoprire la misericordia di Dio.

Comunità diverse, una sola Chiesa

Uno dei passaggi della riflessione di Mons. Maniago ha riguardato il rapporto tra le diverse comunità parrocchiali.

Per descrivere questa realtà, l’Arcivescovo ha fatto ricorso all’immagine di un edificio composto da tanti mattoni. Ogni singolo elemento ha la propria importanza, ma è soltanto insieme agli altri che può contribuire alla costruzione dell’intero edificio.

Lo stesso, ha spiegato il Presule, vale per le comunità cristiane: ciascuna conserva la propria identità, ma è chiamata a sentirsi parte di una realtà più ampia.

La visita pastorale diventa così anche un segno concreto di unità, capace di mettere in relazione comunità differenti attraverso la comune appartenenza alla Chiesa.

La chiesa come luogo di una comunità viva

Durante la celebrazione, Mons. Maniago ha rivolto anche parole di apprezzamento alla chiesa di Santa Caterina, sottolineandone la bellezza nonostante si trovi al servizio di una realtà di piccole dimensioni.

Da qui è partita un’ulteriore riflessione: il valore di una chiesa non può essere legato soltanto alla struttura e alla sua bellezza artistica. A renderla realmente significativa è soprattutto la comunità che la anima e la presenza di Cristo che essa custodisce.

Un luogo di culto, dunque, diventa anche il segno visibile di una comunità chiamata a mantenere viva la propria fede.

Il perdono come esperienza di misericordia

Il momento centrale dell’incontro è stato dedicato al sacramento della Riconciliazione.

L’Arcivescovo ha invitato a guardare alla confessione con uno sguardo diverso, evitando di considerarla un semplice adempimento da compiere periodicamente.

Il perdono di Dio, ha sottolineato, è invece qualcosa di prezioso, da riscoprire e accogliere. Per rendere l’idea, Mons. Maniago lo ha accostato all’immagine di un diamante: un bene prezioso che merita di essere custodito.

La confessione diventa così un momento nel quale la persona può tornare a confrontarsi con le proprie fragilità e, allo stesso tempo, fare esperienza dell’accoglienza e della misericordia di Dio.

«Il Signore non si stanca mai di noi»

Al centro della riflessione è rimasta l’idea di un Dio che continua ad accogliere l’uomo anche dopo le sue cadute.

La Riconciliazione è stata presentata come un vero e proprio abbraccio, nel quale il credente può ritrovare la consapevolezza di essere amato nonostante i propri limiti e i propri errori.

«Il Signore non si stanca mai di noi», è stato il messaggio rilanciato da Mons. Maniago, richiamando una misericordia che, nella prospettiva cristiana, non viene meno davanti alle fragilità dell'uomo.

Anche l’assoluzione assume quindi un significato profondo: attraverso il sacramento celebrato dalla Chiesa, il credente è invitato a rialzarsi e a riprendere il proprio cammino.

Un nuovo slancio per il cammino di fede

Nella parte conclusiva della sua riflessione, l’Arcivescovo ha utilizzato l’immagine di un “ricostituente”: il perdono come qualcosa capace di restituire energia al percorso del cristiano.

Il sacramento della Riconciliazione, in questa prospettiva, non rappresenta soltanto il superamento del peccato, ma anche una rinnovata consapevolezza della propria dignità e della propria appartenenza alla comunità cristiana.

La celebrazione di San Giovanni d’Albi si è così inserita nel percorso della visita pastorale come un momento di incontro tra comunità e di riscoperta della fede. Una serata nella quale il tema del perdono è diventato anche un invito a vivere con maggiore consapevolezza la comunione e il cammino della Chiesa.