Agricoltori calabresi a Roma, il Governo non li riceve: protesta a oltranza
La delegazione arrivata dalla Calabria denuncia la mancata apertura di un confronto con l’esecutivo. Il Movimento Popolare Nazionale annuncia nuovi presidi fino a quando non arriveranno risposte alle richieste dei lavoratori
La protesta degli agricoltori arrivati dalla Calabria a Roma proseguirà a oltranza. Dopo la manifestazione di martedì 27 ottobre in piazza Montecitorio, il Movimento Popolare Nazionale denuncia la mancata convocazione di una delegazione da parte del Governo e annuncia nuove iniziative per mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà del comparto agricolo e degli altri settori produttivi coinvolti.
Al centro della mobilitazione ci sono il caro vita, l’aumento dei costi di produzione e il peso delle spese che gravano sulle imprese. I manifestanti chiedono interventi concreti per sostenere chi lavora nei campi e chi opera nei trasporti, comparti che risentono dei rincari del carburante, dell’energia e delle materie prime.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, la delegazione si aspettava un confronto con i rappresentanti dell’esecutivo per illustrare direttamente le proprie rivendicazioni. L’incontro, però, non sarebbe avvenuto. Una circostanza che ha alimentato il malcontento dei partecipanti, convinti che le richieste dei lavoratori debbano trovare spazio nel confronto istituzionale.
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Caro carburanti e costi di produzione nel mirino
Le richieste riguardano in particolare il costo del gasolio, i rincari dell’energia e delle materie prime e le difficoltà delle aziende agricole nel mantenere sostenibili le proprie attività. Gli agricoltori chiedono misure in grado di contenere le spese e garantire una remunerazione adeguata per il lavoro svolto, mentre il Movimento contesta anche la concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero.
La mobilitazione era già arrivata nelle scorse settimane a Cosenza, dove il 10 ottobre circa 300 persone avevano partecipato a un presidio in piazza Loreto, promosso dal Movimento Popolare Nazionale. In quell’occasione erano state avanzate richieste per ridurre il peso fiscale sul carburante e affrontare le difficoltà legate al caro vita.
Annunciati nuovi presidi
Dopo la manifestazione nella Capitale, il Movimento conferma la volontà di proseguire la mobilitazione fino a ottenere risposte alle rivendicazioni presentate. L’obiettivo è mantenere aperta la vertenza e portare le richieste dei lavoratori all’attenzione delle istituzioni nazionali.
La protesta si concentra ora sulla necessità di aprire un confronto concreto con il Governo. Per gli organizzatori, la mancata accoglienza della delegazione rappresenta un motivo ulteriore per continuare a mobilitarsi. I presidi, annunciano, andranno avanti a oltranza in attesa di segnali da parte dell’esecutivo.
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