Alta Velocità, Rosellina Madeo (Pd): "La Regione difenda il nostro diritto alla mobilità"

L’indifferenza di questo Governo sta consegnando la Calabria al sottosviluppo

A cura di Redazione
08 gennaio 2026 23:00
Alta Velocità, Rosellina Madeo (Pd): "La Regione difenda il nostro diritto alla mobilità" -
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Riceviamo e pubblichiamo - «Se non ora, quando? Siamo ancora in tempo per tornare indietro, anzi per scegliere lo sviluppo concreto e dunque scegliere di andare avanti, rimettendo al centro del dibattito politico ed economico l’Alta velocità e, nella fattispecie, il nodo di Tarsia. È incomprensibile come l’unico progetto considerato davvero auspicabile e idoneo per la mobilità calabrese, per il quale sono stati spesi 35milioni di euro per lo studio di fattibilità, di colpo sia stato definito da Rfi come non più realizzabile né risolutivo per rilanciare il nostro sistema di collegamenti. Il nodo di Tarsia è, e rimane, l’unico vero intervento che può collegare la Calabria con sé stessa e con il resto d’Italia e il silenzio assordante del Governo regionale, a cui fa eco la pericolosa indifferenza di quello Nazionale, altro non fanno che consolidare il sospetto che ci sia una volontà profonda e scientifica di voler tarpare le ali alla crescita della nostra regione.

Ma come: la Commissione Europea vuole ampliare la rete di Alta Velocità ferroviaria su tutto il territorio dell’Unione e noi, dopo aver speso oltre 35milioni di euro per il progetto di fattibilità, e dopo che illustri esperti si sono espressi individuando Tarsia come il punto per eccellenza dal quale far passare l’Alta velocità, garantendo il facile raggiungimento delle aree dell’Esaro Pollino e dell’Alto Jonio, accantoniamo tutto con un semplice ‘ci siamo sbagliati’? Il tema è: ci siamo sbagliati o semplicemente è stato deciso che ben un terzo dei calabresi, circa un bacino di utenza di 600mila abitanti, non abbia il diritto di usufruire di collegamenti ferroviari degni di questo nome?

Di fatto, da che si parlava di mettere il turbo alla nostra Calabria e di ridisegnare il sistema ferroviario, restiamo con in mano un pugno di mosche e, bene che vada, con il rifacimento del tratto della galleria Santomarco. Un contentino che getta solo fumo negli occhi e non mette realmente mano alla mobilità.

Mentre l’Europa parla di collegare, con la tratta sotto la manica, Berlino a Copenaghen in 4 ore, noi possiamo dire che con cinque ore da Mandatoriccio possiamo arrivare a Reggio. Se tutto va bene.

Ma gli eventi ci stanno offrendo una seconda possibilità che il governo regionale sembra non voler cogliere. La sonora bocciatura della Corte dei Conti al progetto del Ponte sullo Stretto rimette in circolo davvero molti soldi. Cosa aspettiamo per reindirizzarli nei collegamenti su rotaia e verso l’Alta velocità, prima sbandierata come fattibile attraverso il nodo di Tarsia e poi cancellata, senza troppe spiegazioni concrete, con un colpo di spugna?».