Amaroni celebra vino e miele: tradizioni e biodiversità al centro della festa
La manifestazione “Vino, note e gocce di miele” ha animato il borgo con dimostrazioni degli antichi mestieri, degustazioni e musica, valorizzando le produzioni locali e il patrimonio agricolo del territorio
Il vino e il miele raccontano la storia di un territorio, il lavoro di chi lo coltiva e le tradizioni che attraversano le generazioni. Ad Amaroni, questi prodotti sono stati protagonisti di una giornata dedicata alle radici della comunità e alle potenzialità delle sue risorse agricole, con l'obiettivo di promuovere le eccellenze locali anche in chiave culturale, turistica ed economica.
Domenica 11 ottobre, Piazza dell’Emigrante ha ospitato l’iniziativa “Vino, note e gocce di miele – Tra tradizione e biodiversità”, legata al progetto “I Mieli di Amaroni & I Vitigni Autoctoni di Calabria”, giunto all’undicesima edizione. L’appuntamento, patrocinato da ARSAC e realizzato con la collaborazione del Comune di Amaroni, del Centro Ricreativo Sociale Amaronese, della Pro Loco e delle realtà produttive locali, ha coinvolto cittadini e visitatori in un percorso dedicato ai sapori e alle lavorazioni di un tempo.
A partire dal pomeriggio, le attività hanno riportato al centro della scena alcuni gesti della tradizione contadina. I partecipanti hanno potuto assistere alla pigiatura dell’uva con il torchio e conoscere le tecniche legate alla lavorazione della cera, scoprendo da vicino pratiche che fanno parte della memoria produttiva del paese. Un’occasione anche per avvicinare le nuove generazioni a mestieri e conoscenze che rischiano di perdere spazio nella quotidianità.
Il vino e il miele, simboli dell’identità di Amaroni, hanno rappresentato il filo conduttore della manifestazione, mettendo in evidenza il valore delle produzioni locali e della biodiversità agricola calabrese. La riscoperta dei vitigni autoctoni e la promozione del patrimonio apistico offrono infatti una chiave per raccontare il territorio, sostenere le attività produttive e costruire nuove occasioni di attrazione per chi sceglie di conoscere i borghi della Calabria.
La serata è proseguita con musica etnica dal vivo, momenti di convivialità e un percorso gastronomico dedicato ai sapori della tradizione. In tavola sono arrivati sarda salata, baccalà fritto, peperoni, capocollo, formaggio e i dolci tipici conosciuti come murinìadi, o murinièdi. Non sono mancati i brindisi e i balli spontanei dei partecipanti, mentre uno spettacolo di marionette ha contribuito ad animare la festa.
La manifestazione ha così riunito agricoltura, cultura popolare e gastronomia, mostrando come le risorse di un piccolo centro possano diventare strumenti di promozione del territorio. Per Amaroni, valorizzare vino e miele significa custodire un patrimonio fatto di saperi, produzioni e relazioni, mantenendo vive le tradizioni e aprendole al turismo e alle opportunità economiche legate alle identità locali.
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