Artigianato, Barbuto: marchi europei no-food per rilanciare la Calabria

La consigliera M5S propone una legge regionale: tutela delle eccellenze, blockchain e fondi per le imprese artigiane

A cura di Redazione
17 giugno 2026 13:39
Artigianato, Barbuto: marchi europei no-food per rilanciare la Calabria - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

REGGIO CALABRIA – Tutelare le eccellenze manifatturiere calabresi dalla contraffazione e rafforzarne la competitività sui mercati internazionali. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Maria Barbuto, intitolata “Disposizioni per la tutela e la trasparenza delle imprese artigiane e norme per la valorizzazione e la promozione delle Indicazioni Geografiche (IG) dei prodotti artigianali e industriali della Calabria”.

L’iniziativa recepisce il regolamento europeo 2023/2411 e la recente normativa nazionale sul Made in Italy, estendendo alle produzioni artigianali e industriali non alimentari le stesse tutele già previste per i prodotti agroalimentari DOP e IGP. Tra i comparti interessati figurano le ceramiche di Squillace e Seminara, i tessuti di Tiriolo, la seta di Catanzaro, la liuteria di Bisignano e altre produzioni identitarie del territorio calabrese.

«Questo provvedimento non è un semplice omaggio alla memoria, ma una vera infrastruttura per lo sviluppo economico futuro», afferma Elisabetta Barbuto, sottolineando come il testo raccolga anche le indicazioni formulate da CNA Calabria. Secondo la consigliera, il rischio è che territori meno ricchi di tradizioni riescano a organizzarsi più rapidamente, conquistando quote di mercato a discapito delle imprese calabresi.

La proposta introduce inoltre il divieto di utilizzare le diciture “artigiano”, “artigianato” e “artigianale” per soggetti non iscritti all’apposito Albo regionale, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza ai consumatori e contrastare pratiche ingannevoli.

Tra le misure previste figurano uno stanziamento iniziale di 100 mila euro per sostenere le reti d’impresa nella predisposizione dei disciplinari necessari per il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche e l’avvio del primo “Atlante delle potenziali IG artigianali e industriali della Calabria”.

Particolare attenzione viene riservata all’innovazione tecnologica. Un fondo da 120 mila euro sarà destinato all’introduzione della blockchain e di sistemi avanzati di etichettatura digitale per certificare l’autenticità dei manufatti, mentre ulteriori 130 mila euro serviranno a promuovere i futuri marchi IG calabresi nelle principali fiere internazionali.

La proposta contempla anche misure per favorire il ricambio generazionale nelle imprese artigiane, prevedendo premialità per le aziende che investono sugli under 35 e contribuiscono a contrastare lo spopolamento dei borghi.

L’intervento complessivo prevede uno stanziamento di 350 mila euro nel triennio 2026-2028, finanziato attraverso le risorse del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.

«Si tratta di una manovra d’avanguardia e immediatamente efficace – conclude Barbuto –. Lavorando in sinergia con il mondo artigiano possiamo trasformare le radici culturali dei nostri borghi in valore economico, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione stabile per il territorio».