Attacchi di Lupi e Canidi in Calabria: gravi conseguenze per gli allevatori
Il consigliere regionale Enzo Bruno lancia l’allarme con un’interrogazione alla Giunta regionale, chiedendo un piano urgente per il monitoraggio della fauna e il risarcimento equo per gli agricoltori colpiti da danni economici gravissimi
Catanzaro - Un’emergenza crescente che rischia di mettere in ginocchio interi comparti produttivi. È quella legata agli attacchi di lupi e canidi agli allevamenti zootecnici in Calabria, al centro dell’interrogazione presentata dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, indirizzata all’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo.
“Si registra una recrudescenza senza precedenti di attacchi ai danni del patrimonio bovino e ovino, in particolare nell’area della Sila ma anche in molte zone rurali dell’intero territorio regionale”, sottolinea Bruno, evidenziando come il fenomeno stia assumendo proporzioni sempre più preoccupanti.
Secondo il consigliere regionale, molte aziende agricole stanno subendo perdite continue di capi, certificate dai servizi veterinari delle Asp, con conseguenze economiche pesantissime. “Siamo di fronte a una situazione che mette a rischio la sopravvivenza stessa del comparto zootecnico, che rappresenta la spina dorsale dell’economia delle aree interne e montane”, afferma.
Bruno richiama anche il delicato equilibrio normativo: “Il lupo è una specie protetta, ma l’attuale squilibrio dell’ecosistema, legato anche alla gestione della popolazione dei cinghiali, sta spingendo i predatori sempre più vicino agli insediamenti produttivi, fino a colpire all’interno delle stalle”.
Tra i punti più critici evidenziati nell’interrogazione c’è il sistema dei risarcimenti. “L’attuale meccanismo appare lacunoso e genera una disparità di trattamento, escludendo spesso gli allevatori che operano fuori dalle aree protette, pur subendo gli stessi danni”, evidenzia Bruno.
A questo si aggiunge il peso economico delle procedure obbligatorie: “Oltre alla perdita del bestiame, gli allevatori devono sostenere costi ingenti per lo smaltimento delle carcasse, come previsto dalla normativa vigente. Una situazione che rende insostenibile la gestione aziendale”.
“Oggi manca un servizio organizzato che supporti concretamente gli allevatori nella gestione dei predatori problematici. Questo vuoto sta contribuendo all’abbandono delle attività e, di conseguenza, del territorio, con ripercussioni anche sul rischio idrogeologico”, scrive ancora Bruno.
Da qui le richieste avanzate alla Giunta regionale. Il consigliere regionale Bruno sollecita “un piano operativo urgente di monitoraggio e gestione della fauna, con interventi mirati anche alla cattura e al trasferimento degli esemplari problematici”, oltre a “provvedimenti per uniformare i risarcimenti su tutto il territorio regionale, eliminando le attuali disparità”.
Non solo. Nell’interrogazione si chiede anche “l’istituzione di un fondo speciale per coprire integralmente i costi di smaltimento delle carcasse” e “azioni concrete di contenimento della fauna selvatica, accompagnate da incentivi per strumenti di difesa attiva come recinzioni elettrificate e cani da guardiania”.
“È necessario intervenire subito – conclude Bruno – per ristabilire un equilibrio tra tutela della fauna selvatica e salvaguardia delle attività produttive. Non possiamo lasciare soli gli allevatori di fronte a un’emergenza che sta assumendo dimensioni sempre più gravi”.
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