Badolato, Calabriando rilancia l’allarme sullo spopolamento: «Basta paesicidi»

L’associazione ha raggiunto il borgo per ricordare i 40 anni dalla vicenda del “paese in vendita” e chiedere più servizi, collegamenti e opportunità per chi vive nei piccoli centri

A cura di Redazione
05 ottobre 2026 10:00
Badolato, Calabriando rilancia l’allarme sullo spopolamento: «Basta paesicidi» - Foto Uff. Stampa Comune di Badolato
Foto Uff. Stampa Comune di Badolato
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Una giornata a Badolato per riportare al centro dell’attenzione il problema dello spopolamento dei piccoli comuni calabresi e italiani. È quella vissuta domenica 4 ottobre dal gruppo asd Calabriando di Catanzaro, che ha scelto il borgo del Catanzarese per rilanciare il proprio appello contro quello che viene definito «paesicidio» o «borghicidio».

L’iniziativa si lega anche ai 40 anni della vicenda di “Badolato paese in vendita”, nata nel 1986 e diventata negli anni uno dei casi più conosciuti del dibattito sul destino dei borghi calabresi. Un anniversario che, secondo Calabriando, rappresenta l’occasione per tornare a chiedere interventi concreti per evitare che i piccoli centri continuino a perdere abitanti e servizi.

Al centro dell’escursione anche uno striscione con un messaggio rivolto alla politica: «40 anni dopo, un nuovo appello ai politici: salvate i borghi dallo spopolamento». La richiesta riguarda soprattutto servizi, collegamenti, risorse, idee e attenzione verso i territori interni, con l'obiettivo di creare condizioni concrete perché chi vive nei piccoli comuni possa scegliere di restare.

Per Calabriando, infatti, lo spopolamento non rappresenta soltanto una questione demografica. Con la perdita degli abitanti vengono progressivamente meno anche attività, relazioni sociali, presidi e parte del patrimonio storico, artistico e culturale costruito nel corso dei secoli.

L’associazione, guidata dal presidente Riccardo Elia e dal dirigente Felice Izzi, porta avanti da tempo questo percorso attraverso visite ed escursioni nei diversi territori della Calabria. L’obiettivo è accendere l’attenzione, paese dopo paese, sulle realtà che rischiano di perdere progressivamente popolazione e funzioni.

All’iniziativa si è unito anche Domenico Lanciano, autore nel 1986 di Badolato paese in vendita, che ha rinnovato l’invito a visitare i borghi spopolati. Per Lanciano, conoscere direttamente questi luoghi può diventare anche una forma di partecipazione civile e di sostegno alla battaglia contro l’abbandono dei territori.

Particolare attenzione viene rivolta alle scuole, chiamate a svolgere un ruolo nella conoscenza dei piccoli centri e delle loro trasformazioni. Lanciano propone inoltre di trasformare la visita a Badolato borgo in una sorta di «pellegrinaggio etico e civile», soprattutto il 7 ottobre, data legata agli anniversari del primo appello lanciato nel 1986 per richiamare l’attenzione sul rischio di spopolamento.

Il messaggio lanciato da Badolato è quindi diretto: i borghi hanno bisogno di condizioni concrete per continuare a vivere. Servizi essenziali, collegamenti efficienti, opportunità di lavoro e attenzione istituzionale vengono indicati come elementi indispensabili per invertire una tendenza che coinvolge numerosi piccoli centri della Calabria e dell’Italia.