Badolato - Domenico Lanciano, 76 anni di giornalismo e l’archivio donato alla comunità

Dai giornalini scolastici alla vendita dei borghi, una vita di carte, libri e foto che ora chiede custodia e valorizzazione

A cura di Redazione
09 febbraio 2026 08:00
Badolato - Domenico Lanciano, 76 anni di giornalismo e l’archivio donato alla comunità -
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Il giornalista calabrese Domenico Lanciano, originario di Badolato, si appresta a compiere 76 anni portando con sé una storia professionale che attraversa oltre sei decenni di informazione, impegno civile e riflessione sociale. Un percorso iniziato prestissimo: era il 1961 quando, in quinta elementare, realizzò un giornalino scolastico interamente scritto e illustrato a mano, coordinando una vera e propria redazione di classe in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia. Quel lavoro, esposto per tutta l’estate, rappresentò il primo segnale di una vocazione già chiarissima.

Dopo le esperienze dei giornalini della scuola media, stampati in tipografia, nell’aprile del 1965, appena quindicenne, Lanciano divenne corrispondente da Badolato e dal comprensorio per due dei maggiori quotidiani nazionali, Il Tempo e Il Messaggero di Roma. Da allora i suoi articoli sono apparsi su numerose testate, anche internazionali, con una particolare eco a partire dal 1986, anno della clamorosa iniziativa di “Badolato paese in vendita in Calabria”, considerata la prima vera presa di posizione pubblica contro lo spopolamento dei borghi nell’area euro-mediterranea.

Quella intuizione, nata come provocazione culturale e sociale, è stata poi ampiamente imitata in tutta Italia e nel mondo, fino alle più recenti formule della vendita delle case a un euro. «Era un grido d’allarme, non uno slogan turistico», ha più volte spiegato Lanciano, rivendicando il valore politico e sociologico di quella scelta.

Scrivendo ininterrottamente da oltre sessant’anni, il giornalista si trova oggi custode di un archivio vastissimo, di rilevante interesse pubblico, non solo giornalistico ma anche storico e sociologico. A questo si aggiungono numerosi libri e opuscoli, pubblicati a partire dal 1967, quando aveva appena 17 anni, oltre a una ricca biblioteca e a una collezione di migliaia di fotografie sociali, alcune delle quali considerate ormai iconiche.

Ora Domenico Lanciano ha deciso di “socializzare” questo patrimonio, rendendolo disponibile attraverso una donazione che ne garantisca la tutela e la valorizzazione. L’auspicio è che l’archivio possa restare in Calabria, ma la disponibilità è aperta anche a realtà istituzionali e socio-culturali di altre regioni e persino estere, data la portata universale dei materiali. «L’importante è che venga custodito e fatto vivere», è la condizione posta dal giornalista.

Lanciano resta quindi in attesa di manifestazioni di interesse da parte di enti pubblici o privati che possano offrire garanzie adeguate. Chi fosse interessato può contattarlo direttamente all’indirizzo di posta elettronica [email protected], certo di ricevere una risposta immediata.