Badolato - L'Università delle generazioni a difesa del fiume Tara
«Solidarietà a coloro che lottano per la difesa di questo delicato territorio, già deturpato ed inquinato da varie zone industriali»
Badolato - L’acqua sta diventando il bene più prezioso, un po’ ovunque in Italia, dove i cambiamenti climatici ed un uso improprio sul territorio mettono in pericolo tale insostituibile risorsa, specialmente là dove è maggiormente carente. Spesso, come per le più preziose fonti energetiche, c’è quindi una corsa agli accaparramenti e alla gestione da parte di grossi gruppi industriali e finanziari per controllare intere filiere idriche, a volte calpestando la volontà ed i diritti delle popolazioni e i troppo fragili ecosistemi. «E’ ciò che sta accadendo attorno al fiume Tara - scrive l'Università delle generazioni di Badolato - , lungo circa dieci chilometri dalla sorgente nelle Murge in agro del Comune di Statte fino a Taranto, dove sta per essere costruito un grande dissalatore per rendere potabile questa acqua (leggermente salina) a beneficio del basso Salento jonico. Ritenuta un’operazione dannosa, contro tale megastruttura da quasi 130 milioni di euro, si sono schierati persino le stesse Amministrazioni comunali di Massafra e Taranto, oltre agli ambientalisti e a buona parte della popolazione, nonostante la promessa di fornire acqua a beneficio delle ipotizzate 385mila persone dell’interzona. Difatti tale fiume di tipo carsico ha una considerevole e costante portata di circa 3mila metri cubi al secondo, attualmente utilizzata in prevalenza per l’agricoltura. A difesa dell’integrità del fiume Tara è stata intrapresa un’azione giudiziaria penale, poiché – a detta dei ricorrenti – è necessario che la magistratura indaghi su queste circostanze.
C’è pure una larga mobilitazione di artisti e c’è persino chi ha composto una suggestiva canzone-appello “Io sono il fiume Tara” (https://youtu.be/_QFprSQgL5I?si=CB_GWqG6QOwETh-5) che è diffusa sul web». L’Università delle Generazioni di Badolato (CZ) ha espresso la propria solidarietà «a coloro che lottano per la difesa di questo delicato territorio, già deturpato ed inquinato da varie zone industriali (tra cui il tanto discusso Centro siderurgico più grande d’Europa), nelle cui vicinanze scorre proprio il fiume Tara le cui caratteristiche vanno ben oltre la pur importante valenza ecologica. Infatti, chi è contro il dissalatore gradirebbe che attorno al Tara si realizzasse un attrezzato “parco fluviale” a forte attrazione turistico-balneare, potenziando e valorizzando ancora di più la fruizione attuale da parte della popolazione locale, attratta pure dalle limpidissime acque, ritenute medicamentose fin dall’antichità»
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