“Badolato paese in vendita”: quarant’anni dopo l’appello di Domenico Lanciano per salvare i borghi calabresi
Il giornalista e fondatore di “Calabria Prima Italia” lancia un nuovo monito contro lo spopolamento e invita alla mobilitazione identitaria dei calabresi dentro e fuori i confini regionali
Quasi quarant’anni fa, il 7 ottobre 1986, il giornalista Domenico Lanciano suscitò scalpore a livello internazionale con la vicenda di “Badolato paese in vendita in Calabria”, un appello per salvare dal totale abbandono i territori rurali calabresi e, più in generale, italiani ed euro-mediterranei. Oggi, a distanza di decenni, il fenomeno dello spopolamento appare ormai fuori controllo: buona parte dell’Italia e dell’Europa rischia una desertificazione sociale con conseguenze drammatiche per l’intero ecosistema comunitario.
Secondo Lanciano, la crisi demografica, culturale e socioeconomica interessa ormai quasi tutto il mondo, ma in particolare le aree colpite più duramente dalla globalizzazione mercantile. In Italia, il lento declino dei piccoli Comuni – circa cinquemila dei quasi ottomila esistenti – rappresenta una vera e propria “eutanasia istituzionalizzata”, mentre città e metropoli scoppiano di popolazione. Per il giornalista calabrese è urgente un riequilibrio territoriale e sociale, un “patto generazionale” per evitare il collasso di una civiltà che ha retto per millenni.
La Calabria, afferma Lanciano, deve riscoprire le proprie “epiche epopee” scavando nei ricchissimi giacimenti culturali e storici della regione. Occorre un saldo patto e una forte staffetta generazionale non solo per difendere i territori, ma per preservare la propria identità, unica fonte di serenità e rilevanza per le comunità e gli individui. L’invito è rivolto a tutti i calabresi, residenti dentro e fuori la regione, a partecipare a una mobilitazione di “contro-esodo” e di ritorno alle radici identitarie, per ridare alla Calabria il ruolo che le compete nel contesto globale.
“La Calabria ha dato il nome all’Italia e valori etici e operativi che hanno emancipato interi popoli”, ricorda Lanciano, sottolineando la necessità di una vera e propria “rivoluzione socio-culturale” basata sulla riscoperta della propria Storia. Proprio su questa linea si colloca la quarta edizione della “Festa del Nome Italia”, in programma a Tiriolo (CZ) sabato 20 e domenica 21 giugno 2026, organizzata dalla Pro Loco con il concorso di enti pubblici e associazioni, su proposta di “Calabria Prima Italia 1982”.
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