Calabria, il turismo lento punta a tutte le stagioni: a Maida il forum sul futuro del settore

Cicloturismo, intelligenza artificiale, borghi e sostenibilità al centro dell’incontro promosso da Calabria Straordinaria. In chiusura l’intervista all’assessore regionale Giovanni Calabrese

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 11:00
Calabria, il turismo lento punta a tutte le stagioni: a Maida il forum sul futuro del settore - Foto Uff. Stampa Regione Calabria
Foto Uff. Stampa Regione Calabria
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Operatori turistici, imprenditori, amministratori ed esperti si sono riuniti a Maida per discutere di nuove strategie di sviluppo del turismo calabrese. Il forum “Il Futuro del Turismo è lento”, promosso da Calabria Straordinaria nell’ambito del Green Road Award in Tour, ha acceso i riflettori sul cicloturismo, sull’innovazione digitale, sulla sostenibilità e sulle opportunità per rendere la Calabria una destinazione capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno.

L’iniziativa è lo spin-off itinerante del Green Road Award, l’Oscar Italiano del Cicloturismo, riconoscimento che da undici anni premia le regioni impegnate nella realizzazione di infrastrutture e servizi dedicati alla mobilità dolce.

A condurre il forum è stato il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro, che ha accompagnato gli interventi di rappresentanti istituzionali, specialisti del settore e imprenditori, chiamati a raccontare esperienze già avviate e progetti applicabili anche al contesto calabrese.

Cicloturismo e innovazione, le opportunità per le imprese

Ad aprire i lavori è stato Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale della Regione Calabria. Al centro del suo intervento la varietà del patrimonio regionale: paesaggi, tradizioni, cultura e capacità di accoglienza che, attraverso una strategia condivisa, possono diventare una proposta turistica riconoscibile.

Il turismo lento, in questa prospettiva, non significa soltanto spostarsi senza fretta, ma conoscere i territori attraverso le loro comunità, le produzioni locali e le esperienze che consentono ai visitatori di entrare in contatto con l’identità dei luoghi.

Sul versante operativo, Silvia Livoni, Bike Destination Specialist e ideatrice del primo bike hub italiano a Terre di Casole, in Toscana, ha illustrato le potenzialità dell’economia della bicicletta. La costruzione di una destinazione cicloturistica richiede servizi coordinati, informazioni affidabili e una rete capace di coinvolgere alberghi, ristoranti, bar, noleggi e operatori delle attività all’aperto.

Un sistema che può distribuire i benefici economici anche nelle località meno conosciute, purché l’offerta sia organizzata e accessibile.

L’attenzione si è poi spostata sull’intelligenza artificiale con Cristiana Stradella, che ha approfondito le possibilità offerte dalle nuove tecnologie per aumentare la visibilità delle imprese turistiche. Essere presenti online, ha spiegato, non è sufficiente: occorre rendere le informazioni chiare e complete, così da facilitare la scelta della destinazione e, progressivamente, anche le prenotazioni attraverso gli strumenti basati sull’AI.

Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero, ha raccontato l’esperienza del tour operator specializzato nei viaggi in bicicletta, che ogni anno coinvolge oltre 20.000 persone. Nico Capogna, amministratore delegato di Pin Bike, ha invece presentato Pedala i Territori, un’applicazione che incentiva la scoperta delle destinazioni in bicicletta attraverso un sistema di premi con ricadute economiche sui territori.

Eventi e comunità al centro del turismo rigenerativo

Una parte del confronto è stata dedicata al rapporto tra turismo, manifestazioni e identità locali.

Michil Costa, albergatore e ambientalista, ideatore della Maratona dles Dolomites, ha posto l’accento sul ruolo delle comunità. La sostenibilità, secondo la prospettiva illustrata, deve andare oltre la riduzione dell’impatto ambientale e puntare a lasciare i luoghi in condizioni migliori rispetto a quelle iniziali.

Giancarlo Brocci, ideatore de L’Eroica, ha ripercorso la nascita di un evento ciclistico diventato internazionale, nato in Toscana per custodire la memoria del ciclismo storico e trasformato nel tempo in uno strumento di promozione del territorio.

Il giornalista Giovanni Moro, forte dell’esperienza maturata in 35 anni di racconto dei viaggi sulle pagine di DOVE, ha proposto una riflessione sul significato stesso di turismo lento: il vero contrasto, secondo la sua analisi, non è tra velocità diverse, ma tra un viaggio vissuto con attenzione e un’esperienza superficiale, che consuma una destinazione senza comprenderla.

Nel corso del forum sono state presentate anche esperienze calabresi. Giovanni Gagliardi, cofondatore di Catasta, ha illustrato il lavoro dell’impresa sociale impegnata nello sviluppo sostenibile del Pollino. Paolo Canònaco ha raccontato l’esperienza del Castello di Serragiumenta e la nascita degli eventi cicloturistici LaDuesse e LaDuesse Pollino-Sila.

Antonella Tarsitano, per Destinazione Sila, ha approfondito il lavoro della rete d’imprese impegnata nell’integrazione dei servizi per cicloturismo ed escursionismo. Francesco Denaro, referente di tappa di Kalabria Coast to Coast, ha presentato il percorso di 55 chilometri da Soverato a Pizzo e le prospettive di sviluppo dedicate anche ai cicloturisti.

Calabrese: «La Calabria deve crescere con il turismo delle quattro stagioni»

La parte conclusiva del forum ha visto protagonista Giovanni Calabrese, assessore regionale al Lavoro, Turismo e Sviluppo economico, intervistato a lungo da Nicola Porro sulle strategie della Regione per rafforzare il settore.

Calabrese ha richiamato i risultati ottenuti sul fronte dei collegamenti aerei, indicando nel record storico di 4 milioni di passeggeri raggiunto dagli aeroporti calabresi nel 2026 uno dei segnali della crescita dell’accessibilità regionale. Nel suo intervento ha inoltre ricordato l’investimento di 46 milioni di euro nel destination marketing, destinato alla promozione della Calabria e delle sue eccellenze.

Lo sguardo è rivolto anche alla programmazione futura. La Regione sta lavorando al Piano strategico del turismo 2027-2029, attraverso un percorso partecipativo sulla piattaforma Calabria Straordinaria. L’obiettivo è raccogliere proposte e contributi da cittadini, imprese, operatori turistici ed enti locali, utilizzando anche strumenti di intelligenza artificiale per supportare l’elaborazione della strategia.

Sul fronte delle strutture ricettive, l’assessore ha ricordato lo stanziamento di 110 milioni di euro destinato nell’anno precedente al miglioramento delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere. Ha inoltre illustrato l’avvio del circuito alberghiero di Calabria Straordinaria, riservato alle realtà che rispettano specifici requisiti qualitativi e socio-ambientali stabiliti dal Dipartimento regionale del Turismo.

La diversificazione dell’offerta resta uno degli assi principali della strategia regionale. Accanto al turismo balneare, sostenuto dagli 800 chilometri di costa, la Regione punta sul cicloturismo, sull’enoturismo, sui siti archeologici e sui borghi.

Tra gli esempi citati figurano la Ciclovia dei Parchi, considerata un attrattore per chi sceglie di visitare l'entroterra, e i patrimoni archeologici di Crotone, Sibari e Locri. Calabrese ha inoltre richiamato i risultati della Calabria sul fronte delle Bandiere Blu, indicando nella qualità ambientale un elemento importante per la competitività della destinazione.

Infrastrutture e giovani, la sfida per il futuro

Nel confronto con Porro, l’assessore ha affrontato anche il tema delle infrastrutture, dai collegamenti aeroportuali alle ferrovie, dai porti all’alta velocità. Un sistema più efficiente, secondo la linea illustrata dalla Regione, deve accompagnare la crescita dei flussi turistici e rendere più facilmente raggiungibili anche le aree interne.

Un passaggio specifico ha riguardato i giovani e la necessità di creare opportunità professionali in grado di contrastare la partenza dei talenti e favorire il rientro di chi ha lasciato la Calabria.

«I giovani devono sapere che in Calabria possono costruire il proprio futuro», ha affermato Giovanni Calabrese, citando anche il contributo delle università regionali e le attività di ricerca sull’intelligenza artificiale dell’Università della Calabria.

Il messaggio emerso dal forum è che il turismo delle quattro stagioni richiede un lavoro che va oltre la promozione: servizi, collegamenti, qualità dell’accoglienza, formazione e collaborazione tra pubblico e privato devono procedere nella stessa direzione.

Le visite sul territorio e la Ciclovia dei Parchi

Il programma del Green Road Award in Tour è proseguito nelle giornate di venerdì e sabato con visite guidate in alcuni dei luoghi più rappresentativi della regione. I relatori e i giornalisti ospiti, accompagnati da guide locali, hanno raggiunto Tropea, Capo Vaticano e Pizzo, percorrendo anche un tratto della Ciclovia dei Parchi.

La ciclovia, vincitrice del Green Road Award nel 2021, è uno degli esempi su cui la Calabria punta per intercettare visitatori interessati alla natura, all’attività all’aria aperta e alla scoperta dell’entroterra.

La sfida indicata a Maida è trasformare queste risorse in un’offerta strutturata, capace di coinvolgere le imprese locali e generare occasioni di lavoro anche nei mesi lontani dalla stagione estiva. Un obiettivo che passa dalla valorizzazione delle peculiarità calabresi, ma anche dalla capacità di organizzare servizi e costruire esperienze per chi sceglie di conoscere la regione durante tutto l’anno.