Calabria, riforma sanitaria in ritardo: obiettivi PNRR a rischio
Ritardi su Case e Ospedali di Comunità, servizi incompleti e carenza di personale
Calabria - La riforma della sanità territoriale prevista dal PNRR procede a rilento in tutta Italia, ma nel Mezzogiorno – e in particolare in Calabria – la situazione appare ancora più critica. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della Fondazione GIMBE, che lancia l’allarme sul mancato raggiungimento degli obiettivi entro il prossimo 30 giugno 2026.
A livello nazionale, su 1.715 Case della Comunità programmate, solo 66 risultano pienamente operative: appena il 3,9%. Un dato che fotografa con chiarezza il ritardo strutturale della riforma.
Calabria: numeri minimi e nessuna struttura completa
In Calabria, su 63 Case della Comunità previste, solo 2 risultano avere tutti i servizi attivi, ma nessuna è pienamente funzionante per la mancanza di personale medico e infermieristico. Un dato che evidenzia come le strutture, anche quando formalmente attive, restino di fatto inutilizzabili per i cittadini. Situazione analoga per gli Ospedali di Comunità: su 20 programmati, soltanto 1 ha attivato almeno un servizio, ma nessuno è completo.
Il nodo principale: carenza di personale
Il problema non è solo infrastrutturale, ma soprattutto organizzativo. A pesare è la grave carenza di personale sanitario, in particolare infermieri e medici di medicina generale, figure fondamentali per rendere operative le strutture territoriali.
Secondo la Fondazione GIMBE, senza personale le Case della Comunità rischiano di trasformarsi in “scatole vuote”, incapaci di alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso.
Fascicolo sanitario elettronico: ritardi anche sul digitale
Non va meglio sul fronte della digitalizzazione. Il Fascicolo Sanitario Elettronico resta incompleto in tutte le Regioni italiane e scarsamente utilizzato: solo il 46% dei cittadini ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati sanitari.
Nel Mezzogiorno, il divario è ancora più marcato, a causa di fattori come analfabetismo digitale, scarsa fiducia e limitata percezione dell’utilità dello strumento.
Obiettivi PNRR a rischio
A tre mesi dalla scadenza fissata dall’Unione Europea, il raggiungimento degli obiettivi appare sempre più incerto.
Il rischio, sottolinea la Fondazione GIMBE, è triplice:
non centrare i target europei e dover restituire i fondi
aumentare le diseguaglianze tra Regioni
completare i progetti senza reali benefici per i cittadini
Per la Calabria, già segnata da storiche criticità del sistema sanitario, il pericolo è quello di perdere un’occasione decisiva per rafforzare la sanità territoriale e garantire servizi più vicini ai bisogni della popolazione.
L’appello
Serve un’accelerazione immediata. Governo e Regioni sono chiamati a intervenire con urgenza per colmare ritardi, potenziare il personale e rendere realmente operative le strutture previste dal PNRR. In caso contrario, la riforma rischia di rimanere incompiuta, lasciando dietro di sé investimenti senza impatto concreto e un sistema sanitario territoriale ancora fragile.
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