Capodanno Rai a Catanzaro, acceso confronto dopo il pezzo di Fanpage
Dal linguaggio utilizzato alle reazioni istituzionali: il dibattito si allarga
È diventato uno dei temi più discussi delle ultime ore il confronto acceso nato attorno all’articolo pubblicato da Fanpage sul Capodanno Rai andato in onda da Catanzaro. Un contributo giornalistico che ha innescato una reazione immediata da parte dell’amministrazione comunale, soprattutto per il lessico scelto nel raccontare la decisione della Rai di ambientare per il terzo anno consecutivo l’evento di fine anno in Calabria.
A prendere posizione è stato il sindaco Nicola Fiorita, che ha respinto con forza qualsiasi lettura che lasci intendere una collocazione periferica o penalizzante del territorio. Per il primo cittadino, ospitare il Capodanno nazionale significa essere al centro dell’attenzione del Paese, non rappresentarne un’appendice. Un messaggio che, secondo Fiorita, rischia di rafforzare vecchi stereotipi e di non riconoscere il lavoro organizzativo svolto dalla città.
Parole condivise dall’assessore al Turismo Vincenzo Costantino, che ha messo in discussione l’impostazione complessiva dell’articolo, giudicandola distante dalla realtà vissuta in città. Costantino ha ribadito come Catanzaro sia una realtà attiva, capace di accogliere eventi complessi e di offrire contenuti culturali di livello, respingendo l’idea di una Calabria raccontata come luogo marginale.
Nel suo intervento, l’assessore ha richiamato anche alcuni elementi simbolici del patrimonio cittadino, come il Parco della Biodiversità e le opere di Anthony Gormley, per sottolineare la distanza tra il racconto mediatico e l’immagine reale del capoluogo.
Alla presa di posizione delle istituzioni ha risposto l’autore dell’articolo, Gennaro Marco Duello, chiarendo sui social il senso del proprio lavoro. Duello ha precisato di non aver mai inteso colpire Catanzaro o i suoi abitanti, spiegando che il suo ragionamento era rivolto esclusivamente alle scelte della Rai e al modo in cui il servizio pubblico costruisce la narrazione televisiva di certi eventi.
Secondo l’autore, il focus del pezzo riguardava ciò che è stato mostrato in tv e alcune decisioni artistiche e registiche ritenute discutibili, non il valore della città ospitante. Un’analisi che, a suo avviso, rientra nel diritto di critica verso il servizio pubblico.
Il botta e risposta continua così ad alimentare una discussione più ampia, che va oltre il singolo evento e tocca il tema del racconto dei territori, del peso delle parole utilizzate e della linea sottile che separa la critica editoriale dalla percezione di una svalutazione identitaria.
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