Cardinale - Prospettive e opportunità dall’agricoltura sociale con Gal Serre Calabresi

Secondo incontro pubblico “Radici Sociali – Reti di imprese agricole ed attori del territorio per comunità inclusive”

A cura di Redazione
29 agosto 2025 22:00
Cardinale - Prospettive e opportunità dall’agricoltura sociale con Gal Serre Calabresi -
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Cardinale - Promuovere inclusione e benessere, attraverso l’agricoltura sociale, attivando una rete territoriale che metta in connessione imprese agricole, servizi sociali, istituzioni e famiglie per offrire percorsi di inserimento socio-lavorativo, attività terapeutiche, formative ed educative a persone fragili e svantaggiate.

Questo è l’obiettivo del progetto di cooperazione interterritoriale “FaSD – Fattorie Sociali per la Disabilità. La forza della fragilità per lo sviluppo dei territori locali”, promosso dal Gal “Serre Calabresi” in partenariato con i Gal "Area Grecanica", Gal "Batir" e Gal "Terre Locridee", e finanziato dalla misura 19.3 del Psr Calabria 2014–2022.

È quanto ha spiegato Carolina Scicchitano, direttore del Gal “Serre Calabresi”, in occasione del secondo incontro pubblico “Radici Sociali – Reti di imprese agricole ed attori del territorio per comunità inclusive”, previsto da “FaSD”, che si è tenuto presso la Fattoria didattica “Rotiroti” a Cardinale.

Data la rilevanza sociale e considerato il successo che sta riscuotendo sul territorio, il progetto pilota avviato lo scorso giugno potrà essere inserito nella nuova Strategia di sviluppo locale.

Attraverso le varie azioni di “FaSD” si intende investire di un ulteriore valore le risorse agricole, anche in un’ottica di diversificazione delle attività delle aziende, per rispondere a bisogni sociali specifici, per generare soluzioni, opportunità, benefici sociali, ambientali ed economici per i destinatari e le comunità locali.

Si tratta di un lavoro di sinergia con la struttura del Gal, tra gli operatori e aziende che sono stati selezionati per il progetto.

In questo momento, ha informato il direttore del Gal, è in corso anche una fase di indagine per il censimento e la mappatura delle realtà territoriali con le quali costituire la rete.

Fine ultimo, per assicurare l’inclusione sociale, ha sottolineato, è creare opportunità di lavoro, per garantire la partecipazione attiva delle persone con disabilità, fragili o svantaggiate, per garantire loro di esprimere il proprio potenziale, di contribuire alla crescita dell’economia, in un contesto stabile di relazioni e per riconoscere piena cittadinanza nella società.

Sugli effetti positivi che derivano dal contatto con la natura, gli animali, dalla partecipazione ai laboratori, promuovendo l’autonomia, rafforzando l’autostima di un ambiente a dimensione umana, che crea e rafforza relazioni sociali, sui significativi segnali di apertura da parte dei destinatari di tali attività, si è soffermato Giuseppe Rotiroti, intervenuto in rappresentanza della fattoria didattica ospitante e del Consorzio Valorizzazione e Tutela “Nocciola di Calabria”.

Esperienze che attengono alla sfera umana, un valore aggiunto rispetto all’attività principale delle aziende, che genera, in un processo di inclusione, opportunità per la persona con disabilità, ma anche per la comunità.

In occasione delle due giornate, previste da “FaSD”, sono stati proposti: un laboratorio finalizzato a ripercorrere la filiera della nocciola e un laboratorio di prodotti lattiero-caseari per la produzione di formaggio e ricotta.

Pierpaolo Pellegrino, referente Ans - Associazione nazionale Servizi Aps-Ets, ha presentato le attività prevalentemente esercitate: socio assistenziali, sportello di ascolto medico e medico-legale, formazione linguistica e agricoltura sociale.

Analizzando i benefici della cooperazione, ha evidenziato la strategica importanza dell'associazionismo il cui scopo è il miglioramento della società.

Si è soffermato sul ruolo delle associazioni che integrano e danno valore aggiunto ai servizi offerti dallo Stato.

Ha informato come l’Ans nell’ambito dell’agricoltura sociale miri «ad operare sviluppando la sinergia “Agricoltura sociale e budget di salute”. Atteso che il budget di salute è uno strumento di welfare che coordina interventi socio-sanitari e sociali, personalizzati sulle esigenze della persona promuovendone la partecipazione attiva nella definizione del proprio percorso riabilitativo».

«Il budget di salute – ha spiegato – può finanziare progetti di agricoltura sociale come parte di un percorso riabilitativo personalizzato, garantendo i servizi necessari alla persona offrendo supporto terapeutico, riabilitativo e di inclusione sociale (ad esempio fattoria didattica, pet therapy).

L'agricoltura sociale offre un contesto concreto e multifunzionale per sviluppare competenze e relazioni, integrando i benefici del settore agricolo con gli obiettivi sociali».

Pierpaolo Pellegrino ha rimarcato, ancora, la volontà forte dei soci Ans, tutti motivati a far crescere qualitativamente e quantitativamente l’associazione che, sta interconnettendosi con altri enti del terzo settore al fine di sviluppare una rete associativa che possa ampliare le possibilità di efficacia di azione.

La socia Ans, Marinella Ranieri ha evidenziato, come soltanto unendosi sia possibile dare delle risposte celeri, fare in modo che la persona che non si senta da sola.

È essenziale soprattutto per dare riscontro alle necessità delle persone con disabilità.

Parlare di inclusività – ha evidenziato – è un tema molto vasto.

Bisogna porre in essere delle opere concrete, soprattutto per fare capire che il disabile non è una persona che non può fare.

È una persona, alla quale bisogna fornire gli strumenti che gli consentano di sviluppare la propria autonomia valorizzando le sue capacità.

È fondamentale non relegarlo a dipendere sempre da qualcuno.

«Soltanto con l’associazionismo, con la collaborazione, con la conoscenza di tutte le realtà che operano sul territorio è possibile raggiungere quest’obiettivo che ci siamo prefissati con la nostra associazione» ha rimarcato.

Pietro Fera, in rappresentanza della Uildm provinciale, con sede a Chiaravalle, realtà più prossima al territorio, si è soffermato sulle azioni di assistenza messe in atto in oltre 30 anni, ed anche con l’ausilio dei volontari del servizio civile.

Ha fatto richiamo anche a una recente iniziativa di moda inclusiva, per evidenziare la necessità di riconoscere alla persona disabile dignità anche nella scelta dell’abbigliamento.

Per troppo tempo la disabilità, ha osservato, è stata intesa come un problema privato, ristretto all’ambito familiare, non come questione del territorio o della nazione.

In particolare si è soffermato sull’inclusione delle persone con disabilità nell'ambiente lavorativo.

Ciò comporta promuovere una cultura aziendale che sappia valorizzare le capacità della persona disabile, individuare ruoli e incarichi consoni al potenziale, da espletare anche con l’ausilio di tecnologie.

Si è soffermato anche sul progetto di vita, previsto dalla legge italiana, che è un percorso che ha come finalità la piena inclusione della persona con disabilità, in termini di autodeterminazione e nei vari aspetti dell’esistenza: dalla salute, alla istruzione, alla formazione, al lavoro, alla socialità.

Uno strumento fondamentale per la predisposizione di servizi e misure di sostegno più aderenti alle necessità della persona con disabilità, che cambiano nelle diverse fasi della vita.

Un percorso che mette al centro la persona, che viene coinvolta nelle scelte che la riguardano.

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