Caro gasolio, presidi da Lamezia a San Floro: il catanzarese attende risposte
Tir e trattori nei punti strategici della viabilità provinciale. Una delegazione di Fedralog è stata ricevuta dal prefetto Clemente Di Nuzzo: il fermo regionale è previsto fino al 20 ottobre
Prosegue anche nel Catanzarese la mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburanti. I presidi interessano soprattutto l'area di Lamezia Terme, i collegamenti con l'aeroporto e diversi punti della provincia, tra cui Vena di Maida, Caraffa e San Floro. La protesta, avviata il 16 ottobre, punta a ottenere interventi urgenti sul costo del gasolio e sulle condizioni economiche di un settore che denuncia margini di guadagno ormai insufficienti.
Il territorio catanzarese rappresenta uno snodo particolarmente importante per i collegamenti regionali. La presenza dei mezzi pesanti a bordo strada, insieme ai trattori degli agricoltori, ha provocato rallentamenti in alcuni tratti, con ripercussioni soprattutto nelle zone in cui la carreggiata risulta parzialmente occupata dai veicoli in presidio.
La mobilitazione coinvolge aziende di trasporto, lavoratori agricoli e cittadini che condividono le preoccupazioni per l'aumento dei costi energetici e per le conseguenze che il caro carburante può avere sui prezzi delle merci e sulle attività quotidiane.
Lamezia, presidio vicino all'aeroporto
Uno dei punti più rilevanti della protesta è l'area di Lamezia Terme, lungo la Statale 280, nei pressi della rotatoria che conduce all'aeroporto. All'avvio della mobilitazione, decine di mezzi pesanti si erano posizionati a bordo strada, mentre era previsto l'arrivo di ulteriori camion e veicoli da lavoro.
Il presidio è stato presentato dagli organizzatori come una manifestazione pacifica, con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulle difficoltà del comparto senza interrompere completamente il traffico. La presenza dei mezzi ha comunque determinato rallentamenti, richiedendo particolare attenzione da parte degli automobilisti.
Mario Pansini, referente regionale di Fedralog, ha spiegato che la protesta nasce dalla necessità di ottenere un confronto concreto con le istituzioni. Tra le richieste ci sono misure capaci di ridurre l'impatto del costo del carburante sulle imprese e di consentire agli autotrasportatori di continuare a lavorare senza accumulare perdite.
Da Vena di Maida a Caraffa e San Floro
Gli altri punti individuati nel Catanzarese comprendono Vena di Maida, Caraffa e San Floro, aree strategiche per i collegamenti stradali e per il transito dei mezzi commerciali. Il presidio di San Floro era già attivo nelle prime ore del 16 ottobre, con la partecipazione di autotrasportatori e agricoltori.
Il presidente di Fedralog, Domenico Notaro, aveva sottolineato la necessità di risposte rapide, giudicando troppo lontana la convocazione del tavolo nazionale prevista per il 27 ottobre. Secondo la posizione espressa dai rappresentanti della categoria, attendere altri giorni senza misure immediate rischia di aggravare le difficoltà delle aziende.
Nella fase iniziale della protesta sono state segnalate criticità anche allo svincolo autostradale di Falerna, dove le rampe di ingresso e uscita risultavano chiuse nell'ambito della mobilitazione. Per chi deve spostarsi nella zona, resta quindi importante verificare gli aggiornamenti sulla viabilità prima di mettersi in viaggio
Un primo passaggio istituzionale si è svolto a Catanzaro, dove sabato 17 ottobre una delegazione di Fedralog è stata ricevuta dal prefetto Clemente Di Nuzzo.
Al termine dell'incontro, Pansini ha riferito che sono state illustrate le problematiche del trasporto merci e le difficoltà che stanno affrontando le imprese. Il prefetto, secondo quanto dichiarato dal coordinatore regionale, ha preso atto delle richieste e si è impegnato a trasmetterle agli organi del Governo centrale.
La delegazione ha confermato la volontà di proseguire la protesta fino a martedì 20 ottobre, riservandosi ulteriori iniziative in assenza di risposte concrete. Tra le ipotesi prospettate dai rappresentanti della categoria c'è anche il trasferimento della mobilitazione a Roma.
Carburante e consegne, la preoccupazione dei cittadini
Alla vertenza degli autotrasportatori si aggiunge il problema della disponibilità di carburante. In Calabria diversi distributori hanno registrato l'esaurimento delle scorte, mentre il fermo dei mezzi pesanti può complicare il ripristino delle forniture e la distribuzione delle merci.
Per il Catanzarese la questione riguarda non soltanto le imprese direttamente coinvolte nella protesta, ma anche gli automobilisti, le attività commerciali e le aziende che dipendono dai trasporti su gomma. Eventuali ritardi nelle consegne possono avere ripercussioni lungo tutta la filiera, dai rifornimenti alle merci destinate ai negozi.
La mobilitazione regionale è prevista fino al 20 ottobre, mentre il confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato fissato per il 27 ottobre. Fino ad allora, autotrasportatori e agricoltori chiedono interventi che non si limitino a un confronto futuro, ma che affrontino nell'immediato l'aumento dei costi e la sostenibilità delle attività produttive.
La situazione resta in evoluzione e l'attenzione è rivolta sia all'andamento dei presidi sia alla ripresa dei rifornimenti. La conclusione del fermo non comporterà necessariamente un ritorno immediato alla normalità: saranno determinanti la ripartenza delle consegne e la ricostituzione delle scorte nei distributori.
21.8°