Catanzaro, al via l’alleanza Dulbecco-Gaslini: operata una neonata

Una neonata di 2 chili affetta da una grave malformazione congenita è stata operata a Catanzaro da un’équipe congiunta di specialisti

A cura di Redazione
12 agosto 2026 13:34
Catanzaro, al via l’alleanza Dulbecco-Gaslini: operata una neonata - Foto Uff. Stampa Ospedale Dulbecco
Foto Uff. Stampa Ospedale Dulbecco
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Catanzaro – Un intervento di chirurgia neonatale ad altissima complessità segna l’avvio operativo della collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro e l’IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova. Al centro della delicata operazione una neonata di appena 2 chilogrammi, affetta da una grave malformazione congenita che interessava contemporaneamente l’apparato digerente e l’albero respiratorio.

L’intervento è stato eseguito da un’équipe congiunta composta dagli specialisti delle due strutture. Per la Chirurgia Pediatrica della Dulbecco ha partecipato il dottor Giuseppe Stranieri, direttore della struttura, affiancato dal professor Girolamo Mattioli, direttore della Chirurgia Pediatrica del Gaslini e tra gli esperti italiani nel campo della chirurgia neonatale e mini-invasiva.

Fondamentale anche il contributo dell’équipe anestesiologica, coordinata dal dottor Andrea Moscatelli, responsabile della Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica del Gaslini, insieme agli anestesisti della Dulbecco diretti dalla dottoressa Faragò.

La presenza dello specialista genovese assume inoltre un valore formativo: l’obiettivo è avviare un percorso di formazione sul campo dell’équipe anestesiologica calabrese, rafforzando progressivamente le competenze necessarie per affrontare interventi neonatali ad alta complessità.

A supportare l’attività chirurgica è stata un’équipe infermieristica specializzata, con la coordinatrice del blocco operatorio, dottoressa De Nardo, e gli infermieri Andrea Ferro, Vincenzo Paone ed Emma Carneri.

La complessità del caso ha richiesto una stretta integrazione tra chirurghi pediatrici, anestesisti, neonatologi e personale infermieristico, con un’organizzazione capace di collegare in maniera coordinata sala operatoria, terapia intensiva neonatale e assistenza specialistica.

L’intervento rappresenta il primo risultato concreto di un percorso che, in realtà, affonda le proprie radici negli ultimi due anni. La collaborazione tra Dulbecco e Gaslini è stata infatti costruita progressivamente fino alla formalizzazione istituzionale, con il sostegno delle rispettive direzioni strategiche, guidate dalla commissaria Simona Carbone e dal dottor Renato Botti.

L’obiettivo dell’alleanza è ambizioso: consentire di trattare direttamente in Calabria una parte della casistica neonatale e pediatrica ad alta complessità, tradizionalmente indirizzata verso il polo genovese, riducendo così la necessità di trasferimenti fuori regione e permettendo alle famiglie di rimanere più vicine ai propri figli.

Il progetto punta anche alla crescita delle professionalità locali. La presenza periodica degli specialisti del Gaslini, la condivisione delle tecniche più avanzate e l’addestramento diretto delle équipe calabresi dovrebbero contribuire alla costruzione di un modello stabile di collaborazione clinica e formativa.

Ad accogliere gli specialisti genovesi è stato il capo del Dipartimento Materno-Infantile della Dulbecco, dottor Giuseppe Raiola, che coordinerà l’integrazione tra i diversi percorsi chirurgici, neonatologici, anestesiologici e clinici. Presente anche Giovanni Sica, direttore della Patologia Neonatale.

Per la piccola paziente si apre ora la delicata fase post-operatoria. La neonata resterà sotto stretto monitoraggio e sarà assistita dalle équipe di Chirurgia Pediatrica, Neonatologia e Anestesia nel percorso di recupero.

La collaborazione tra Dulbecco e Gaslini entra così nella sua fase operativa con un primo intervento di grande complessità, ponendo le basi per un modello destinato a rafforzare l’assistenza pediatrica specialistica in Calabria e a offrire cure avanzate senza costringere, quando possibile, i piccoli pazienti e le loro famiglie a lasciare la regione.