Catanzaro, Capellupo: «Scuola, quasi 7mila posti di lavoro in meno dal 2027 con i tagli del Governo»
Il consigliere comunale Vincenzo Capellupo critica le scelte dell’esecutivo Meloni: «A pagare saranno giovani, famiglie e soprattutto il Mezzogiorno»
Il consigliere comunale di Catanzaro, Vincenzo Capellupo, interviene sui tagli previsti dal Governo Meloni al comparto scolastico, denunciando le conseguenze occupazionali e sociali delle misure programmate a partire dal 2027.
«In una fase internazionale drammatica, tra guerre, instabilità economica e aumento del costo della vita, il Governo Meloni sceglie di far pagare il conto proprio alla scuola pubblica, all'occupazione e alle famiglie», afferma Capellupo. Secondo quanto evidenziato nella nota, sono quasi 7mila i posti in meno previsti tra docenti e personale ATA dal 2027, che si aggiungerebbero ai tagli già programmati, portando a quasi 15mila le posizioni cancellate nell'arco di tre anni.
Per il consigliere comunale non si tratta soltanto di numeri, ma di opportunità professionali negate, soprattutto per giovani e precari. Capellupo contesta inoltre la scelta di intervenire sull'istruzione anziché su altre voci di spesa e priorità.
Nella sua presa di posizione richiama anche il tema delle manifestazioni studentesche e del clima che si sarebbe creato attorno alle proteste. «La scuola dovrebbe essere un luogo di formazione, confronto, libertà e partecipazione, non di sospetto e intimidazione», sostiene, facendo riferimento alle notizie apparse sulla stampa riguardo ai controlli sugli studenti che manifestano, anche nella vicina Crotone.
Particolare preoccupazione viene espressa per le ricadute sul Mezzogiorno e sui Comuni. La riduzione del personale e delle risorse, secondo Capellupo, potrebbe rendere più difficile garantire inclusione, assistenza agli alunni fragili, tempo pieno e servizi educativi. Una situazione che rischia di aggravare le difficoltà degli enti locali e delle famiglie che non possono sostenere il costo dei servizi privati.
Il consigliere richiama infine il problema della denatalità e della perdita di giovani e competenze, sottolineando come questi fenomeni dovrebbero spingere a rafforzare gli investimenti nell'istruzione e nel sostegno alle famiglie.
«Il Governo cambi strada. Il futuro dell'Italia non può essere la prima voce su cui fare economia e il Mezzogiorno non può continuare a pagare il prezzo più alto delle scelte nazionali», conclude Capellupo.
16.6°