Catanzaro - Eventi e futuro, Fiorita: «Il più grande spettacolo siamo noi»

Dopo Jovanotti, il sindaco rilancia il dibattito sul futuro della città: eventi, turismo, identità e una nuova narrazione della Calabria

A cura di Redazione
24 agosto 2026 10:15
Catanzaro - Eventi e futuro, Fiorita: «Il più grande spettacolo siamo noi» -  Foto Uff. Stampa Comune di Catanzaro
Foto Uff. Stampa Comune di Catanzaro
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Archiviato il successo del concerto di Jovanotti, definito uno dei più grandi eventi musicali nella storia di Catanzaro, il sindaco invita la città a fermarsi per un momento e riflettere, al di là delle contrapposizioni politiche, sul percorso intrapreso negli ultimi mesi.

La Fiamma Olimpica in Piazza Prefettura, il concerto di Capodanno nell'area Teti, il Giro d'Italia tra il Parco della Biodiversità e l'area portuale, il Pride e, infine, il grande appuntamento con Jovanotti nell'inedita area di Germaneto hanno mostrato una città capace di utilizzare spazi diversi e di accogliere manifestazioni di grande richiamo.

Una strategia che, secondo l'amministrazione comunale, nasce da una precisa scelta politica e che ha potuto contare anche sul sostegno della Regione Calabria: riportare Catanzaro al centro dell'attenzione, contrastare l'isolamento del capoluogo e attirare sul territorio un pubblico sempre più ampio.

L'obiettivo, spiega il sindaco, è costruire progressivamente una vocazione turistica, migliorare l'immagine della città e riaffermarne la centralità regionale. Un percorso che ha richiesto importanti risorse economiche e un grande impegno organizzativo, ma che avrebbe già prodotto risultati significativi.

Il tema, naturalmente, resta quello dell'utilità e del costo dei grandi eventi. Un dibattito legittimo e destinato a produrre opinioni differenti. Ma per il primo cittadino il punto non dovrebbe essere soltanto quello di stabilire se una manifestazione sia costata troppo o abbia prodotto abbastanza, bensì capire quale ruolo possa avere all'interno di una strategia più ampia per il futuro di Catanzaro.

Ed è proprio sul futuro che il sindaco sposta il ragionamento. Cosa sarà Catanzaro nei prossimi anni? Quale città vogliamo costruire? Sono domande che, secondo l'amministrazione, meritano maggiore spazio nel confronto politico.

Una sfida resa ancora più urgente dalle trasformazioni che hanno interessato il capoluogo negli ultimi anni, dal ridimensionamento del suo ruolo sanitario e burocratico alle incognite legate al futuro universitario, fino ai nuovi equilibri regionali.

Per questo, secondo il sindaco, la trasformazione della città non può essere considerata una battaglia di una sola parte politica, ma un impegno collettivo. Un confronto nel quale dovrebbe avere un ruolo centrale anche il Consiglio comunale, chiamato a discutere di prospettive e strategie, oltre le contrapposizioni quotidiane.

C'è poi un altro aspetto che riguarda direttamente l'immagine della Calabria. I grandi eventi organizzati a Catanzaro hanno contribuito a proporre una narrazione differente della regione, mostrando piazze, luoghi, persone e capacità organizzative spesso lontane dagli stereotipi.

Il sindaco ricorda anche il proprio impegno precedente all'esperienza amministrativa, dalla promozione dei prodotti e dei talenti del territorio attraverso Slow Food alla rete di scrittori impegnati nel racconto della Calabria, fino all'attività di Libera contro le mafie. Esperienze diverse accomunate dal tentativo di costruire una narrazione alternativa a quella che associa quasi esclusivamente la regione alla criminalità organizzata.

La questione, dunque, non sarebbe scegliere tra una Calabria raccontata attraverso le immagini dei grandi eventi e una Calabria più complessa e profonda. Le due narrazioni possono, e secondo il sindaco devono, convivere.

Un concerto può essere una vetrina, ma non può rappresentare da solo l'identità di un territorio. La sfida successiva consiste nel raccontare ciò che quella vetrina nasconde e contiene: storia, cultura, talento, paesaggio, problemi e possibilità.

Da qui anche l'appello a superare quella che viene definita una narrazione esclusivamente negativa della città. La critica politica, sostiene il sindaco, dovrebbe puntare a proporre un'alternativa migliore, non semplicemente a rappresentare l'avversario come il peggiore possibile.

Perché, in fondo, la competizione politica dovrebbe servire alla crescita della comunità e non alimentare una permanente contrapposizione tra amici e nemici.

E così, dopo le immagini dell'arena gremita per Jovanotti, di Bellavista liberata dal traffico, delle migliaia di persone del Pride, del Parco della Biodiversità attraversato dalle biciclette e degli aquiloni sospinti dal vento di Giovino, il messaggio finale diventa quasi una fotografia della città che potrebbe essere.

Una città che, almeno per una volta, prova a guardarsi insieme e a riconoscersi protagonista.

Perché, come recita la canzone citata dal sindaco, «Il più grande spettacolo dopo il Big Bang siamo noi».