Catanzaro, gestione moderna e integrata per la risorsa idrica: il punto del Commissario Giovinazzo
Il Commissario ha evidenziato anche come il cambiamento climatico stia modificando non solo la disponibilità di acqua, ma anche i tempi e le modalità di utilizzo
Catanzaro - “La gestione della risorsa idrica deve essere necessariamente moderna, sostenibile e integrata, capace di conciliare usi diversi all’interno di una visione unitaria”. Con queste parole, il dottor Giacomo Giovinazzo, Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica della Calabria, ha aperto il suo intervento al convegno “La depurazione delle acque reflue in Calabria: stato dell’arte e prospettive”, dopo i saluti del Sindaco di Catanzaro e Presidente Arrical, Nicola Fiorita, dell’amministratore unico di Sorical, Cataldo Calabretta, e del presidente della sezione Calabria dell’Associazione Idrotecnica Italiana, Francesco Macchione.
La tavola rotonda, coordinata da Giovanni Paolo Marati, Direttore Generale di Sorical, ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore: oltre al Commissario Giovinazzo, erano presenti Michelangelo Iannone, Direttore Generale di Arpacal; Fabio Foti, dirigente dell’Area Servizio Idrico Integrato di Arrical; Antonino Daffinà, Subcommissario nazionale alla Depurazione con delega per la Calabria; e Salvatore Siviglia, Direttore del Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale della Regione Calabria.
Nel suo intervento, Giovinazzo ha sottolineato come la normativa stia progressivamente adeguandosi alla crescente scarsità della risorsa idrica, legata ai cambiamenti climatici, alla diversa distribuzione delle precipitazioni e alle criticità infrastrutturali delle reti calabresi. “Abbiamo grandi invasi a monte, ma perdite consistenti a valle e, nel mezzo, spesso mancano sistemi adeguati di regolazione, accumulo e gestione dell’acqua. Questo limita l’efficienza e richiede una manutenzione costante delle reti, soprattutto in periodi delicati dell’anno”, ha spiegato.
Il Commissario ha evidenziato anche come il cambiamento climatico stia modificando non solo la disponibilità di acqua, ma anche i tempi e le modalità di utilizzo, con crescenti esigenze irrigue per colture che fino a pochi anni fa non richiedevano interventi.
Un ruolo centrale, secondo Giovinazzo, lo riveste il riutilizzo delle acque reflue: “Oggi non possiamo più considerarlo un tema marginale. Attraverso adeguati processi di trattamento, l’acqua reflua può diventare una risorsa preziosa per diversi utilizzi”. In questa direzione, il Consorzio della Piana ha già avviato un primo modello di recupero e riutilizzo delle acque del depuratore di Catanzaro, con un impianto che impiega tecnologie innovative, tra cui la filtrazione al grafene, e che punta a recuperare circa 25.000 metri cubi di acqua al giorno.
Il progetto, ha spiegato Giovinazzo, integra le più recenti direttive nazionali ed europee e mira a favorire l’utilizzo dell’acqua depurata nel settore terziario, collegando le nuove infrastrutture alle reti esistenti per massimizzare efficienza e sostenibilità. Particolare attenzione è stata riservata anche alla progettazione della rete Melito-Portosalvo, dove sarà possibile un uso integrale dell’acqua rigenerata.
“Non possiamo più immaginare la gestione dell’acqua come un’attività settoriale – ha concluso Giovinazzo –. Il modello calabrese, promosso dal Presidente Occhiuto e sviluppato operativamente dall’ingegner Siviglia, punta a una gestione moderna, integrata e sostenibile di una risorsa fondamentale per il futuro dei nostri territori”.
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