Catanzaro - Il teatro come cura delle relazioni e dell'inclusione sociale
Teatro Incanto ETS presenta i risultati del progetto Wellness Theater che ha coinvolto persone con fragilità, giovani e ragazzi con autismo
Catanzaro - Il teatro può essere molto più di un palcoscenico. Può diventare uno spazio di ascolto, relazione, crescita personale e inclusione sociale. È da questa idea che nasce "Wellness Theater – Teatro che fa bene", il progetto promosso da Teatro Incanto ETS, che mercoledì 29 luglio, alle ore 10 al Polivalente di Catanzaro, sarà al centro della conferenza "Il teatro al servizio della salute e del benessere".
L'incontro non sarà soltanto un'occasione per presentare un progetto culturale, ma soprattutto per raccontare un'esperienza che, attraverso il linguaggio teatrale, ha coinvolto persone con storie e fragilità differenti, dimostrando come l'arte possa contribuire a creare legami, rafforzare l'autostima e costruire comunità.
L'iniziativa prende forma dal percorso sviluppato negli ultimi mesi da Teatro Incanto ETS insieme a numerose realtà del territorio. Hanno partecipato gli ospiti del Centro Diurno Ra.Gi., le donne di Mondo Rosa e del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, le persone seguite da Oltre l'Autismo Catanzaro ODV e gli allievi di TeatroLAB, protagonisti di un laboratorio che ha posto al centro la persona prima ancora della performance artistica.
Un teatro che ascolta, accoglie e crea relazioni
«Quando si parla di teatro – spiega il direttore artistico Francesco Passafaro – quasi tutti pensano agli spettacoli, agli attori e al palcoscenico. Noi, invece, vogliamo raccontare un altro teatro. Un teatro che non serve soltanto a intrattenere, ma che può diventare uno strumento di benessere, relazione e crescita personale».
Il progetto nasce dalla convinzione che il teatro possa offrire un luogo sicuro nel quale esprimersi senza il timore del giudizio. Attraverso il corpo, la voce, il movimento e il lavoro di gruppo, i laboratori hanno favorito la nascita di nuove relazioni, la condivisione delle esperienze e una maggiore consapevolezza delle proprie capacità.
«Non ci interessava preparare uno spettacolo perfetto – prosegue Passafaro –. Ci interessava creare uno spazio sicuro dove ognuno potesse esprimersi senza paura del giudizio. Attraverso il corpo, la voce, il movimento, il gioco e la relazione abbiamo visto nascere fiducia, sorrisi, nuove amicizie e, soprattutto, una maggiore consapevolezza di sé».
Il teatro accanto ai percorsi sociali e sanitari
Secondo il direttore artistico, il valore più autentico del percorso è stato il cambiamento vissuto non solo dai partecipanti, ma anche dagli operatori e dai formatori coinvolti.
«Alla fine ci siamo accorti che non sono cambiati soltanto i partecipanti. Siamo cambiati anche noi. Abbiamo imparato ad ascoltare di più, ad avere meno fretta e a guardare le persone prima delle loro fragilità». La conferenza intende quindi proporre una riflessione sul ruolo che il teatro può svolgere accanto ai percorsi educativi, sociali e sanitari, senza sostituirsi alle professionalità del settore ma integrandosi con esse.
«Il teatro non è una terapia e non vuole sostituirsi alle professionalità sanitarie o sociali. Ma può affiancarle, perché crea relazioni, restituisce fiducia, rafforza l'autostima e costruisce comunità», sottolinea Passafaro.
Alle 10.30 è prevista anche la restituzione pubblica del percorso laboratoriale, durante la quale saranno presentati gli elaborati e il lavoro realizzato dai partecipanti nel corso dei mesi. L'iniziativa, sostenuta nell'ambito del programma "Sostegno e promozione turistica e culturale – Progetti culturali 2025", è realizzata con il contributo della Regione Calabria, della Città di Catanzaro, dell'Unione europea e della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche di Coesione, e vuole lanciare un messaggio preciso: il teatro può essere uno strumento capace di generare benessere, favorire l'inclusione e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità.
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