Catanzaro - Luna Park F.lli Marsico, perché è nata la controversia sull’area di Giovino
Da una presenza iniziata nel 2015 con la Provincia proprietaria del terreno alla richiesta di sgombero del Comune. Al centro della disputa anche il progetto del PalaTennis
CATANZARO – Per capire la controversia che oggi coinvolge il Luna Park F.lli Marsico e il Comune di Catanzaro bisogna tornare indietro di oltre dieci anni. La vicenda, infatti, non nasce nel 2026 con la richiesta di sgombero, ma affonda le proprie radici in una precedente sistemazione del Luna Park nel centro di Catanzaro Lido, nel successivo trasferimento a Giovino e nel passaggio della proprietà dell'area dalla Provincia al Comune.
È una storia fatta di autorizzazioni, cambi di proprietà, progetti pubblici e atti amministrativi che oggi la famiglia Marsico chiede di ricostruire nella sua interezza.
Il primo passaggio da chiarire riguarda proprio il 2015.
Prima di arrivare nell'area di Giovino, il Luna Park F.lli Marsico si trovava infatti in una zona privata nel centro di Catanzaro Lido. Secondo quanto riferito dalla famiglia, si trattava di un terreno di proprietà privata che il Comune di Catanzaro, all'epoca, espropriò per realizzare il Parco Gaslini.
In quella fase l'amministrazione comunale avrebbe individuato per il Luna Park una sistemazione temporanea, autorizzandone il trasferimento nell'area di Giovino.
L'idea, secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia Marsico, era quella di consentire al Luna Park di rimanere nella nuova area per circa un anno, cioè il tempo necessario a completare il Parco Gaslini.
Il punto è che, sempre secondo la ricostruzione della famiglia, quel rientro non avvenne mai.
Il Parco Gaslini non sarebbe stato ultimato nei tempi inizialmente prospettati e il Luna Park, una volta trasferito a Giovino, non è più tornato nell'area originaria.
Si tratta di un passaggio importante perché l'amministrazione comunale di quel periodo ebbe un ruolo diretto nella sistemazione del Luna Park e nel trasferimento verso Giovino.
È dunque in questo contesto che bisogna collocare l'arrivo del Luna Park F.lli Marsico nell'area di Giovino.
Secondo la ricostruzione di Antonio Marsico, nel 2015 le attrazioni furono installate su un'area che all'epoca era nella disponibilità della Provincia di Catanzaro.
La famiglia sostiene che il trasferimento avvenne sulla base di un'autorizzazione/concessione dell'ente che allora aveva la disponibilità del terreno.
Questo aspetto è centrale nella posizione dei Marsico: la loro presenza nell'area, sostengono, non sarebbe cominciata con un'occupazione abusiva, ma attraverso un percorso amministrativo che aveva avuto origine con il trasferimento deciso in precedenza e con l'autorizzazione relativa alla nuova sistemazione.
Per ricostruire definitivamente questo passaggio occorrerà comunque verificare gli atti originali: autorizzazioni, concessioni, richieste di occupazione, eventuali rinnovi e documentazione relativa ai rapporti tra gli enti e la famiglia.
Quello che inizialmente, secondo la ricostruzione della famiglia, avrebbe dovuto essere un trasferimento temporaneo legato ai lavori del Parco Gaslini, si trasforma quindi in una presenza che dura nel tempo.
Dal 2015 il Luna Park continua infatti a operare a Giovino, con le proprie attrazioni e i propri spazi dedicati soprattutto a bambini e famiglie.
Negli anni l'attività prosegue nell'area, sottoposta agli adempimenti amministrativi connessi allo spettacolo viaggiante e all'occupazione del terreno.
Ed è proprio questa lunga permanenza a costituire oggi uno degli elementi richiamati dalla famiglia Marsico nel contestare la ricostruzione della vicenda.
Il quadro cambia quando l'area passa dalla Provincia al Comune di Catanzaro.
Secondo la documentazione finora ricostruita, nel 2023 il Comune avrebbe acquistato il terreno per circa 390 mila euro.
Da quel momento il terreno è quindi nella proprietà comunale, mentre il Luna Park continua a utilizzarlo.
Questo passaggio diventa fondamentale perché bisogna capire cosa prevedesse l'atto di acquisto e quale fosse, in quel momento, la posizione amministrativa del Luna Park.
Successivamente il Comune comunica alla famiglia Marsico la necessità di rientrare nella disponibilità dell'area.
La motivazione viene collegata al progetto del PalaTennis di Giovino.
È questo il momento in cui una presenza che durava da anni entra in conflitto con una nuova esigenza dell'amministrazione comunale.
Da una parte c'è il Comune, che oggi è proprietario dell'area e sostiene la necessità di utilizzarla nell'ambito del progetto.
Dall'altra c'è la famiglia Marsico, che chiede di conoscere nel dettaglio il progetto e, soprattutto, di capire quanta area sia realmente necessaria, per quale motivo e con quali tempi.
Per questo Antonio Marsico intende acquisire la documentazione relativa al PalaTennis: progetto, finanziamenti, delibere, determine, autorizzazioni, cronoprogramma e atti riguardanti la disponibilità dell'area.
Nel 2026 il confronto diventa ufficiale.
Dopo le prime comunicazioni arrivano gli atti amministrativi relativi alla situazione del Luna Park. Tra questi viene indicato un verbale del 25 marzo 2026 e, successivamente, un atto di sgombero del 9 aprile.
Il Comune formalizza quindi la richiesta di rilascio dell'area.
È a questo punto che emerge uno dei principali motivi di contestazione della famiglia.
Nel corso della vicenda il Luna Park viene infatti indicato, in alcune ricostruzioni pubbliche, come abusivo. Antonio Marsico contesta questa definizione e richiama proprio la storia dell'area: il trasferimento iniziale, il ruolo dell'amministrazione comunale dell'epoca, l'autorizzazione collegata alla sistemazione a Giovino e la successiva permanenza nell'area.
La questione, però, deve essere distinta in diversi passaggi: quale autorizzazione fu rilasciata nel 2015, quanto durava, se ci furono rinnovi, cosa accadde dopo il passaggio della proprietà al Comune e quale titolo fosse necessario per continuare a utilizzare l'area.
Contro i provvedimenti comunali viene presentato un ricorso al TAR.
La famiglia chiede di poter tutelare la propria attività e di poter continuare a operare, mentre si sviluppa il confronto sulla disponibilità dell'area.
La vicenda giudiziaria viene però complicata dalle vicissitudini che hanno coinvolto il precedente legale della famiglia, circostanza che ha portato Antonio Marsico a rivolgersi a un nuovo avvocato.
Il nuovo legale ha quindi iniziato a ricostruire la situazione processuale, verificando ricorsi, provvedimenti del TAR, notifiche, termini e possibili ulteriori iniziative.
Nel frattempo il Comune individua nel 29 settembre 2026 una data importante per il rientro nella disponibilità dell'area.
Per la famiglia Marsico diventa quindi ancora più urgente ricostruire gli atti e comprendere quale sia la situazione giuridica effettiva del Luna Park.
Parallelamente alla vicenda dello sgombero, Antonio Marsico vuole fare chiarezza soprattutto sul progetto del PalaTennis.
La richiesta è quella di poter esaminare gli atti per capire perché l'area sia necessaria, quale superficie serva effettivamente, quale progetto sia stato approvato, quali lavori siano previsti, quali finanziamenti siano stati concessi, quali siano i tempi dell'intervento e se siano state valutate soluzioni alternative.
È una verifica che la famiglia considera importante anche per comprendere perché un'attività presente nell'area dal 2015 debba oggi lasciare il terreno.
La famiglia, però, non guarda soltanto alla controversia.
Antonio Marsico sta lavorando anche all'idea di realizzare a Catanzaro Lido un Luna Park stabile, moderno e strutturato, con attrazioni, spazi per bambini, aree verdi, servizi e possibilità di organizzare eventi.
L'obiettivo sarebbe trasformare quella che oggi è un'attività legata allo spettacolo viaggiante in una struttura più stabile e organizzata, capace di avere anche una funzione ricreativa e sociale per il territorio.
Sono state inoltre valutate altre possibili aree, comunali o provinciali, sulle quali poter sviluppare il progetto. La famiglia ha ipotizzato anche forme di collaborazione con l'amministrazione, mettendo sul tavolo interventi per il verde, giochi per bambini e valorizzazione degli spazi pubblici.
In definitiva, la vicenda può essere letta attraverso una sequenza precisa.
Prima, il Luna Park si trovava in un'area privata nel centro di Catanzaro Lido, successivamente interessata dall'esproprio comunale per la realizzazione del Parco Gaslini.
Poi, nel 2015, l'amministrazione dell'epoca individuò una sistemazione a Giovino, che secondo la famiglia avrebbe dovuto essere temporanea, in attesa della conclusione dei lavori del Parco Gaslini.
Il Parco Gaslini, secondo quanto riferito dalla famiglia, non fu completato nei tempi previsti e il Luna Park non tornò nell'area originaria.
Nel frattempo, la presenza a Giovino proseguì negli anni, mentre il terreno passò dalla Provincia al Comune.
Nel 2023, il Comune acquistò l'area per circa 390 mila euro.
Successivamente, l'amministrazione collegò la necessità di rientrare nella disponibilità del terreno al progetto del PalaTennis.
Nel 2026 arrivarono gli atti relativi allo sgombero e la famiglia Marsico si rivolse al TAR.
Oggi, dunque, il confronto riguarda da un lato il titolo che ha consentito e consentirebbe al Luna Park di occupare l'area, dall'altro la necessità del Comune di utilizzare quel terreno per il PalaTennis.
Ed è proprio la documentazione amministrativa a dover chiarire i passaggi ancora controversi: dalle autorizzazioni del 2015 fino agli atti più recenti.
Nel frattempo, la famiglia Marsico cerca una soluzione che non significhi la fine dell'attività e guarda alla possibilità di individuare una nuova area sulla quale realizzare un Luna Park stabile a Catanzaro Lido.
La storia, iniziata con quello che doveva essere un trasferimento temporaneo nel 2015, è quindi arrivata oggi a un bivio: la definizione della controversia sull'area di Giovino e, parallelamente, la ricerca di un luogo e di un progetto per dare un futuro stabile al Luna Park F.lli Marsico.
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