Catanzaro - Mafia e ruolo delle donne, Talk About Mafia fa tappa all’Itis Scalfaro

Secondo appuntamento per il progetto promosso dalla Commissione sulla criminalità organizzata dell’Anm. Al centro del confronto la ’ndrangheta, i maxi processi e la legge “Liberi di scegliere”

A cura di Redazione
13 ottobre 2026 20:00
Catanzaro - Mafia e ruolo delle donne, Talk About Mafia fa tappa all’Itis Scalfaro   - Foto: Redazione
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Catanzaro - Il ruolo delle donne nella ’ndrangheta, la complessità dei maxi processi e gli strumenti normativi per aiutare chi vuole sottrarsi ai contesti familiari mafiosi. Sono questi i temi al centro del secondo appuntamento di Talk About Mafia (T.A.M.), il progetto della Commissione sulla criminalità organizzata dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) che arriva all’Itis Scalfaro di Catanzaro dopo l’inaugurazione di giugno a Reggio Calabria.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare il confronto sulla criminalità organizzata fuori dai palazzi di giustizia, creando occasioni di dialogo diretto tra magistrati e cittadini. Un percorso che punta a condividere esperienze professionali, approfondire i fenomeni mafiosi e discutere degli strumenti necessari per contrastarli.

Le donne nella ’ndrangheta e la complessità dei maxi processi

La prima sessione di approfondimento sarà dedicata al ruolo delle donne nella criminalità organizzata calabrese. A intervenire saranno le magistrate Marisa Manzini, Giulia Pantano e Annamaria Frustaci, chiamate ad analizzare un tema centrale per comprendere le dinamiche familiari e criminali della ’ndrangheta.

Un altro spazio sarà riservato ai maxi processi, con particolare attenzione alle diverse fasi dell’attività giudiziaria, dalle misure cautelari al dibattimento. Il confronto riguarderà anche gli aspetti organizzativi e la disponibilità delle risorse necessarie per affrontare procedimenti di particolare complessità.

A dialogare saranno Lucia Antonella Bongiorno, giovane magistrata, e Camillo Falvo, procuratore distrettuale. La scelta di affiancare magistrati con esperienze e percorsi professionali differenti rappresenta uno degli elementi caratterizzanti del progetto: favorire lo scambio di conoscenze tra generazioni diverse della magistratura.

Le conclusioni delle due sessioni saranno affidate ad Anna Introini, che unisce l’esperienza maturata nei procedimenti riguardanti le donne di ’ndrangheta a quella organizzativa, sviluppata anche nel precedente ruolo di presidente di Tribunale.

La legge “Liberi di scegliere” al centro del confronto

L’appuntamento di Catanzaro sarà il primo convegno del progetto dedicato all’analisi del quadro normativo della legge “Liberi di scegliere”, nata dall’esperienza del protocollo promosso a Reggio Calabria dal magistrato Roberto Di Bella.

Il provvedimento punta a offrire maggiori tutele a chi, cresciuto in un ambiente mafioso, decide di rompere il legame con il contesto familiare e criminale di provenienza. Di Bella parteciperà a distanza per condividere l’esperienza che ha accompagnato il percorso di approvazione della legge.

Il tema sarà affrontato anche alla luce delle difficoltà che incontrano le persone intenzionate ad allontanarsi dalle organizzazioni mafiose e dalla pressione esercitata all’interno dei nuclei familiari.

Il contributo del Csm e della Commissione parlamentare Antimafia

Anche per la tappa catanzarese è prevista la partecipazione del Consiglio superiore della magistratura (Csm), rappresentato dalla magistrata Maria Vittoria Marchianò, che ha svolto per molti anni funzioni giudiziarie penali proprio in questo territorio.

Ai vertici del distretto giudiziario sarà invece chiesto un contributo attraverso un saluto meno formale, incentrato sulle esperienze professionali e sul significato di una professione che richiede impegno e responsabilità.

A raccogliere i temi emersi nel corso dell'incontro sarà Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, alla sua prima partecipazione a un evento dell’Anm. La sua presenza rappresenta un’occasione di confronto tra magistratura e istituzioni parlamentari sugli strumenti di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata.

Il progetto Talk About Mafia punta così a mantenere alta l’attenzione sulle mafie attraverso il dialogo con i cittadini, la condivisione delle esperienze giudiziarie e l’approfondimento delle norme che possono offrire nuove possibilità di protezione e riscatto. Un impegno che richiama anche la memoria dei magistrati che, con il loro esempio, hanno tracciato una strada da proseguire con umiltà e determinazione.