Catanzaro, Maniago alle confraternite: «Diventate ciò che siete» nella Chiesa
A San Sostene Marina l'incontro con priori e cattedre priorali dell'Arcidiocesi tra formazione, comunione e sfide del presente
SAN SOSTENE MARINA (CZ) – Un invito a riscoprire l'identità più autentica delle confraternite, chiamate a essere non semplici custodi della tradizione ma comunità vive, capaci di testimoniare il Vangelo nella quotidianità. È questo il messaggio che l'arcivescovo Claudio Maniago ha consegnato ai priori e ai componenti delle cattedre priorali dell'Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, riuniti nella parrocchia Madonna del Rosario di San Sostene Marina.
L'incontro, promosso dall'Unione Diocesana delle Confraternite e dal delegato arcivescovile per le confraternite, don Vincenzo Schiavello, ha rappresentato un momento di formazione, ascolto e confronto sulle sfide che oggi attraversano la vita confraternale.
Ad aprire la serata è stato proprio don Vincenzo Schiavello, che ha richiamato il magistero di Papa Francesco e di Papa Leone XIV, invitando i presenti a vivere il tempo presente senza nostalgie per il passato né timori per il futuro. Ha inoltre ribadito il valore della formazione, ricordando che «per formare bisogna prima formarsi», con l'auspicio di avviare un percorso stabile di crescita condivisa.
Nel suo intervento, Claudio Maniago ha sintetizzato la missione delle confraternite con un'espressione destinata a diventare il filo conduttore dell'incontro: «Diventate ciò che siete». Un invito a riscoprire la propria vocazione di fraternità cristiane, fondate sulla devozione all'Eucaristia, alla Vergine Maria e ai santi, chiamate a essere segno concreto della presenza di Cristo nelle comunità.
L'arcivescovo ha sottolineato che le confraternite non possono limitarsi all'organizzazione delle celebrazioni o alla custodia delle tradizioni popolari, ma devono essere luoghi nei quali il Vangelo prende forma attraverso la preghiera, la carità e il servizio. Ha inoltre ricordato che ogni incarico rappresenta anzitutto un servizio alla Chiesa e non un motivo di prestigio personale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla gestione del patrimonio storico, artistico e devozionale delle confraternite. Maniago ha evidenziato l'importanza di amministrare beni, archivi e registri con responsabilità, nel rispetto delle norme ecclesiastiche e civili, affinché possano essere trasmessi alle future generazioni.
Il confronto con i partecipanti ha permesso di affrontare temi concreti come il ricambio generazionale, il calo della partecipazione, il rischio di un'appartenenza superficiale e le difficoltà nella gestione delle chiese e dei beni confraternali. Secondo l'arcivescovo, queste criticità riflettono le trasformazioni che interessano l'intera società e la Chiesa, ma non devono alimentare scoraggiamento.
«Non possiamo vivere di nostalgia guardando le fotografie del passato. Il mondo è cambiato e anche le confraternite sono chiamate a vivere pienamente questo tempo», ha affermato, ribadendo che la credibilità delle confraternite nasce dalla testimonianza concreta del Vangelo.
Un passaggio significativo è stato dedicato anche alle feste patronali e alle manifestazioni della pietà popolare, che, secondo Maniago, devono continuare a essere occasioni di evangelizzazione e non ridursi a semplici eventi esteriori.
A chiudere l'incontro è stato nuovamente don Vincenzo Schiavello, che ha ringraziato l'arcivescovo e tutti i partecipanti, confermando l'impegno dell'Unione Diocesana delle Confraternite nel promuovere nuovi momenti di formazione e comunione, affinché le confraternite continuino a essere una presenza viva e credibile nella Chiesa e nel territorio.
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