Catanzaro - “Negare il femminicidio significa negare la realtà”: Frustaci replica alle parole di Vannacci
La componente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Catanzaro interviene dopo le dichiarazioni del generale
Catanzaro - Le dichiarazioni di Roberto Vannacci sul femminicidio mi indignano profondamente, non solo come donna, ma anche come componente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Catanzaro.
Affermare che il femminicidio non esista significa ignorare una realtà drammatica che continua a manifestarsi con numeri allarmanti e che affonda le proprie radici nella cultura del possesso, della discriminazione e della violenza di genere. Non si tratta di una semplice questione terminologica o ideologica: il femminicidio identifica una specifica forma di violenza che colpisce le donne in quanto donne e che per questo richiede attenzione, consapevolezza e strumenti adeguati di prevenzione e contrasto.
Trovo particolarmente grave che tali affermazioni provengano da chi riveste un ruolo pubblico. Le parole hanno un peso e contribuiscono a costruire o a demolire quella cultura del rispetto e dell'uguaglianza che ogni giorno istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza cercano di promuovere.
Negare la specificità del femminicidio significa rischiare di minimizzare il dolore delle vittime e delle loro famiglie, ma anche indebolire il percorso culturale che il nostro Paese sta compiendo per riconoscere e combattere la violenza di genere. Nessuno sostiene che la vita di una donna valga più di quella di un uomo; riconoscere il femminicidio significa invece comprendere le dinamiche che stanno alla base di molti di questi delitti e agire per prevenirli.
Come componente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Catanzaro sento il dovere di ribadire che la battaglia contro la violenza sulle donne non può subire arretramenti culturali. Abbiamo bisogno di più educazione al rispetto, di più sostegno alle vittime, di più investimenti nella prevenzione e di una politica capace di assumersi la responsabilità delle proprie parole.
Di fronte a chi nega o ridimensiona il fenomeno, io scelgo di stare dalla parte delle donne che chiedono ascolto, tutela e giustizia. La violenza di genere esiste, il femminicidio esiste e il compito delle istituzioni è quello di contrastarlo con determinazione, non di metterlo in discussione.
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