Catanzaro, prima gli alberi, sempre: il taglio deve essere l’ultima spiaggia
Alberto Carpino difende l’Amministrazione Fiorita sui tigli di via Milano e rilancia una nuova idea di città: progettare le opere partendo dalla tutela del patrimonio verde
Catanzaro - Sul taglio dei tigli di via Milano credo sia necessario fare chiarezza, senza trasformare una vicenda amministrativa complessa nell’ennesimo pretesto per attaccare il sindaco Nicola Fiorita.
Io sono nella maggioranza che sostiene il sindaco e lo dico con chiarezza: non condivido la lettura di chi prova ad attribuirgli una responsabilità politica personale per una decisione legata a un’opera e a un iter che coinvolgono altri soggetti istituzionali.
Ma proprio perché sostengo questa Amministrazione, credo sia giusto parlare con altrettanta chiarezza del modello di città che vogliamo costruire.
Per me il principio è semplice: gli alberi vengono prima. Sempre. E il loro abbattimento deve essere l’ultima spiaggia.
Questo non significa essere contro le opere pubbliche. Significa cambiare paradigma: non progettare prima l’opera e poi cercare dove mettere il verde, ma partire dal verde esistente e progettare l’intervento intorno ad esso, ogni volta che tecnicamente è possibile.
Un albero adulto non è un elemento di arredo sostituibile. È patrimonio della città, contribuisce al raffrescamento, alla qualità dell’aria, alla biodiversità e alla vivibilità degli spazi urbani.
E su questo Catanzaro non parte da zero.
La città si è dotata di un Regolamento del Verde Pubblico e Privato che disciplina la tutela e la gestione del patrimonio verde e individua anche le specie autoctone da utilizzare nel verde pubblico e privato. È una scelta importante, perché significa riconoscere che la selezione delle essenze deve tenere conto del territorio e della biodiversità, evitando anche la diffusione di specie esotiche invasive.
Voglio inoltre rivolgere un sincero apprezzamento all’assessora all’Ambiente e alla Transizione ecologica, Irene Colosimo, che sta dimostrando una particolare sensibilità sui temi ambientali.
È stata artefice della convenzione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e con l’Istituto Tecnico Agrario “V. Emanuele II” di Catanzaro, che ha promosso il monitoraggio delle alberature cittadine attraverso il progetto “TREE LAB”.
Conoscere, censire e monitorare il patrimonio arboreo significa creare le condizioni per proteggerlo e gestirlo sulla base di dati e valutazioni tecniche. È esattamente la direzione nella quale Catanzaro deve continuare a muoversi.
Dobbiamo decidere se vogliamo continuare a considerare il verde come qualcosa da aggiungere alla città oppure riconoscerlo finalmente come una componente essenziale delle nostre infrastrutture urbane.
Nel resto d'Europa e in molte città del mondo si parla sempre più di depavimentazione, rinaturalizzazione degli spazi urbani, incremento delle alberature e recupero del suolo. Catanzaro deve avere la stessa ambizione.
E deve avere anche la stessa coerenza nel difendere il proprio patrimonio verde dagli abusi e dagli interventi che, spesso senza una visione complessiva, compromettono il rapporto tra città e natura.
Non c’è bisogno di scomodare l’esimio collega Stefano Mancuso per comprendere l’importanza degli alberi in una città. Serve una scelta politica chiara.
Da consigliere comunale di maggioranza, questa scelta voglio sostenerla insieme al sindaco: difendere l’Amministrazione quando le vengono attribuite responsabilità che non le appartengono e, nello stesso tempo, rafforzare una politica del verde sempre più ambiziosa.
Ogni volta che un’opera entra in conflitto con un albero, la prima domanda dovrebbe essere: Come possiamo modificare il progetto per salvarlo?
Solo quando tutte le alternative siano state realmente verificate e non risultino praticabili si può arrivare all’abbattimento. E quando questo è inevitabile, deve esserci una compensazione ambientale seria, adeguata alla perdita di un patrimonio arboreo adulto.
Questa è la discussione che vorrei aprire a Catanzaro: non una polemica contro il sindaco, che sostengo, e non una contrapposizione alle opere pubbliche, che considero necessarie, ma una scelta precisa sul modello di città che vogliamo costruire.
Io ho le idee chiare: prima gli alberi, sempre. Il taglio soltanto quando non esiste davvero un’altra strada.
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