PENSIONI

Catanzaro, quasi 30mila pensioni in più rispetto agli occupati

In provincia 141.605 pensioni e 111.752 lavoratori: il saldo è negativo per 29.853 unità. In Calabria il divario supera quota 220mila

A cura di Redazione
25 ottobre 2026 07:30
Catanzaro, quasi 30mila pensioni in più rispetto agli occupati - Foto: Redazione
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In provincia di Catanzaro si contano 29.853 pensioni in più rispetto agli occupati. Nel 2025, secondo l'analisi dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati Inps e Istat, le pensioni vigenti erano 141.605, mentre i lavoratori risultavano 111.752.

Il divario fotografa uno squilibrio tra prestazioni pensionistiche e occupazione che interessa l'intero territorio calabrese. Il dato provinciale si colloca in una situazione nella quale la capacità del mercato del lavoro di coinvolgere un numero più ampio di persone, soprattutto giovani, rappresenta una delle principali sfide economiche e sociali.

Il rapporto tra pensioni e occupati non coincide necessariamente con quello tra pensionati e lavoratori residenti: le pensioni vigenti comprendono infatti anche trattamenti assistenziali e di invalidità. Si tratta comunque di un indicatore utile per osservare la distanza tra le prestazioni erogate e la base occupazionale.

In Calabria oltre 220mila pensioni in più rispetto agli occupati

Allargando lo sguardo alla regione, i numeri diventano ancora più significativi. Nel 2025 la Calabria contava 782.031 pensioni vigenti e 561.682 occupati, con un saldo negativo di 220.349 unità.

Il quadro riguarda tutte le province calabresi e si accompagna alle difficoltà legate all'invecchiamento della popolazione, alla diminuzione delle nascite e alla necessità di assicurare nuove opportunità professionali alle generazioni più giovani.

A preoccupare sono anche le prospettive occupazionali dei prossimi anni. Tra il 2025 e il 2029, secondo le stime riportate dalla CGIA sulla base dei dati Unioncamere e del Ministero del Lavoro, la Calabria dovrà fare i conti con circa 75.400 uscite dal mercato del lavoro, di cui 27.600 relative a dipendenti privati.

Per le imprese, il ricambio non significa soltanto sostituire chi raggiunge la pensione, ma anche individuare figure professionali con competenze adeguate. La disponibilità di personale qualificato diventa particolarmente importante nei settori tecnici, artigianali, manifatturieri e delle costruzioni.

Il dato nazionale e la sfida del ricambio generazionale

Nel 2025, in Italia, risultavano 24.117.235 occupati e 23.181.898 pensioni vigenti. Il rapporto si avvicina quindi alla parità, mentre negli anni Ottanta si registravano circa tre occupati per ogni pensionato.

La CGIA richiama inoltre l'attenzione sulla necessità di ampliare la platea dei lavoratori, favorendo soprattutto l'ingresso dei giovani e delle donne nel mercato occupazionale. Per la Calabria, questo obiettivo si intreccia con la necessità di rafforzare il sistema produttivo e creare condizioni che consentano alle nuove generazioni di costruire il proprio futuro professionale sul territorio.

Reggio Calabria, Cosenza, Crotone e Vibo: i numeri delle altre province

Il divario più consistente della regione si registra nella Città metropolitana di Reggio Calabria, che conta 232.109 pensioni e 141.741 occupati, con un saldo negativo di 90.368 unità. È il dato peggiore in Italia.

Segue la provincia di Cosenza, con 277.162 pensioni e 210.357 occupati: la differenza è di 66.805 unità. A Crotone il saldo negativo raggiunge 18.926, con 66.299 pensioni e 47.373 occupati. A Vibo Valentia, infine, le 64.856 pensioni si confrontano con 50.457 occupati, per una differenza di 14.399 unità.

I dati confermano che lo squilibrio interessa tutto il territorio calabrese. L'ampliamento dell'occupazione e il ricambio generazionale restano elementi centrali per affrontare le conseguenze economiche e sociali di questa tendenza.

Fonte: Ufficio studi CGIA di Mestre, elaborazione su dati Inps e Istat; stime sulle uscite dal lavoro su dati Unioncamere e Ministero del Lavoro.