Catanzaro, Scarpino, Veraldi e Laudadio: "Il nuovo ospedale parta dal Pugliese"

I tre consiglieri chiedono di rafforzare l'esistente, tutelare posti letto e personale sanitario e aprire un confronto istituzionale sul futuro della sanità cittadina

A cura di Redazione
01 luglio 2026 16:30
Catanzaro, Scarpino, Veraldi e Laudadio: "Il nuovo ospedale parta dal Pugliese" - Foto: Redazione
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CATANZARO – «Prima ancora di discutere dove realizzare il nuovo ospedale, bisogna garantire ai cittadini un'assistenza sanitaria efficiente, salvaguardando posti letto e personale medico». È la posizione espressa dai consiglieri Francesco Scarpino, Stefano Veraldi e Manuel Laudadio, che intervengono nel dibattito sul futuro del nuovo presidio ospedaliero cittadino.

I tre amministratori ribadiscono la necessità di partire dal potenziamento dell'attuale presidio Pugliese, definito «storicamente il primo hub regionale» e un'eccellenza della sanità calabrese. «Il Pugliese – affermano – rappresenta un modello positivo e l'unico ospedale ad aver raddoppiato gli accessi nello scorso anno. È da questa realtà che bisogna immaginare gli investimenti sul futuro».

Scarpino, Veraldi e Laudadio ricordano inoltre di essere stati tra i promotori, già lo scorso anno, della richiesta di un Consiglio comunale dedicato alla sanità e rilanciano la necessità di un confronto istituzionale, sostenendo che la soluzione più naturale per il nuovo ospedale sia quella di valorizzare e ampliare le strutture già esistenti tra il Pugliese e il Ciaccio.

Secondo i consiglieri, l'area dispone già degli spazi necessari e potrebbe essere ulteriormente migliorata con interventi sulla viabilità, sulla sicurezza e sulla realizzazione di nuovi parcheggi, evitando così di «abbandonare un pezzo di città» e continuando a valorizzare immobili sui quali sono già stati investiti fondi pubblici.

Nel documento vengono poi sollevati alcuni interrogativi rivolti alla classe dirigente regionale: la garanzia del mantenimento dei posti letto a Catanzaro, l'esistenza di un piano di assunzioni capace di compensare pensionamenti e dimissioni del personale sanitario e il futuro di strutture ancora operative, come l'ex Villa Bianca, a supporto del Mater Domini e del presidio di Gagliano.

«Su questo tema – concludono – non devono esistere appartenenze politiche. L'unico interesse da tutelare è il diritto alla salute dei cittadini, privilegiando soluzioni rapide, concrete e sostenibili rispetto a scelte che rischiano di allungare ulteriormente i tempi».