Catanzaro, un mese di iniziative per parlare di libertà e violenza di genere
Dal 30 ottobre al 20 novembre il Collettivo Aurora promuove incontri, dibattiti e laboratori su autodeterminazione femminile, educazione affettiva, criminalità organizzata e indipendenza economica
CATANZARO - La violenza contro le donne non si manifesta soltanto nelle aggressioni fisiche, ma anche nel controllo, nelle limitazioni della libertà personale e nella dipendenza economica. È da questa consapevolezza che prende forma il nuovo percorso di iniziative promosso dal Collettivo Aurora a Catanzaro, con un calendario di appuntamenti che accompagnerà la città verso la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.
Il filo conduttore scelto per quest’anno è «Corpi liberi in territori liberi», un messaggio che lega la libertà individuale delle donne alle condizioni sociali, culturali ed economiche in cui vivono. L’obiettivo è aprire spazi di confronto, coinvolgere la cittadinanza e affrontare il fenomeno nelle sue diverse manifestazioni, dalle relazioni affettive ai contesti segnati dalla criminalità organizzata, fino alle disuguaglianze che ostacolano l'autonomia.
Il programma si svilupperà attraverso quattro appuntamenti, ospitati in diversi luoghi della città, con la partecipazione di associazioni, esperti e realtà impegnate sul territorio.
Dalle donne del Rojava alla storia di Maria Chindamo
Il primo incontro è previsto venerdì 30 ottobre, alle 17.30, alla Casa del Popolo «Thomas Sankara». Al centro ci sarà la rivoluzione delle donne in Rojava, nei territori della Siria del Nord e dell’Est, con l’iniziativa «Jin Jiyan Azadi». Parteciperanno anche componenti della delegazione «Siamo tutte YPJ», di ritorno dal Rojava, per raccontare esperienze e percorsi di emancipazione femminile in un contesto internazionale complesso.
Venerdì 6 novembre, alle 17, la Biblioteca comunale «Filippo De Nobili» ospiterà un confronto dedicato al rapporto tra violenza patriarcale e ’ndrangheta. La vicenda di Maria Chindamo diventerà il punto di partenza per riflettere sulle forme di sopraffazione che colpiscono le donne quando scelgono di sottrarsi a imposizioni e condizionamenti. All'incontro interverranno Vincenzo Chindamo e la sociologa Sabrina Garofalo. L'iniziativa è condivisa con Libera Catanzaro, Riprendiamoci i Consultori Locride e Anpi, Comitato provinciale di Catanzaro.
Un laboratorio per riconoscere la violenza nascosta
Sabato 14 novembre, alle 17, al Centro polivalente «Maurizio Rossi», l'attenzione si sposterà sugli adolescenti e sulle forme di violenza meno immediatamente riconoscibili.
Con l'iniziativa «La violenza non è solo quella che vedi» sarà proposto un momento di confronto aperto a tutti, accompagnato da un laboratorio interattivo rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni. L'intento è aiutare i più giovani a riconoscere comportamenti basati sul controllo, sulla prevaricazione e sulla negazione della libertà, anche quando vengono scambiati per manifestazioni di affetto o gelosia.
L'appuntamento sarà realizzato in collaborazione con l'educatrice sessuale Ketty Rotundo e il Centro polivalente, con il contributo di professionisti e rappresentanti delle realtà coinvolte.
L'indipendenza economica come strumento di libertà
L'ultimo incontro del ciclo è in programma venerdì 20 novembre, alle 17, nella Sala della Provincia. Il tema sarà la violenza economica, una forma di abuso che può limitare concretamente la possibilità di una donna di scegliere, lavorare e costruire un percorso di autonomia.
Il confronto, realizzato in collaborazione con il Movimento Cinque Stelle e Rifondazione Comunista, approfondirà le situazioni in cui il denaro viene utilizzato come strumento di controllo, attraverso la gestione imposta delle risorse o la limitazione dell'indipendenza finanziaria.
Il percorso del Collettivo Aurora punta così a superare una lettura della violenza di genere circoscritta ai singoli episodi, mettendo in relazione le responsabilità individuali con i condizionamenti culturali e sociali. Un invito rivolto alla cittadinanza a partecipare, informarsi e contribuire alla costruzione di una rete capace di riconoscere e contrastare ogni forma di sopraffazione.
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