Catanzaro, un vigneto per il “vino sociale” nella casa circondariale Ugo Caridi

Il Comune concede un terreno in comodato gratuito per la piantumazione: Bosco, “Un’opportunità concreta di formazione, recupero e reinserimento sociale”

A cura di Redazione
01 ottobre 2026 14:30
Catanzaro, un vigneto per il “vino sociale” nella casa circondariale Ugo Caridi - Foto: Redazione
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A Catanzaro nasce il progetto del “vino sociale”, con la concessione in comodato d’uso gratuito alla casa circondariale Ugo Caridi di un terreno di proprietà comunale in via Tre Fontane, destinato alla piantumazione di un vigneto e alla successiva produzione di vino.

A commentare l’iniziativa è il presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco, che ha evidenziato il valore del progetto nell’ambito delle politiche rivolte alle persone private della libertà personale.

“La concessione in comodato d’uso gratuito alla casa circondariale Ugo Caridi di un terreno di proprietà comunale in Via Tre Fontane per la piantumazione di un vigneto e la produzione del cosiddetto vino sociale è l’ennesima dimostrazione dell’impegno di questa Amministrazione comunale in favore delle persone private della libertà personale”, ha dichiarato Bosco, definendo l'iniziativa “un impegno politico e al contempo civile per dare concretezza al dettato costituzionale”.

Secondo il presidente del Consiglio comunale, il progetto punta in particolare sulla formazione professionale. I detenuti coinvolti avranno infatti la possibilità di acquisire competenze legate alla coltivazione della vite e alla produzione del vino, competenze che potranno essere utilizzate anche dopo la conclusione della detenzione.

“In questo caso dare concretezza alla Carta significa offrire ai detenuti coinvolti l’opportunità di acquisire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro al termine della detenzione”, ha sottolineato Bosco, secondo cui il percorso può rappresentare uno strumento di recupero e reinserimento sociale.

Il progetto si inserisce in un rapporto tra Comune di Catanzaro e amministrazione penitenziaria che, come ricorda Bosco, si è sviluppato attraverso diverse iniziative. Tra queste viene citata la nomina del primo Garante delle persone private della libertà, l’impiego di detenuti e imputati ammessi alla prova in lavori di pubblica utilità e l’istituzione di un registro comunale di traduttori utilizzabile anche dall’amministrazione penitenziaria.

Il presidente del Consiglio comunale richiama inoltre le iniziative realizzate insieme alle Camere Penali per monitorare la condizione carceraria e mantenere alta l’attenzione sulle condizioni delle persone detenute.

“Le Istituzioni hanno il dovere di non voltarsi dall'altra parte e noi abbiamo cercato di adempiervi attraverso tutta una serie di iniziative che hanno preceduto quest’ultima”, ha affermato Bosco.

La realizzazione del vigneto rappresenta quindi un ulteriore tassello della collaborazione tra l’amministrazione comunale e la casa circondariale Ugo Caridi, con l’obiettivo di affiancare alla detenzione percorsi di formazione e attività utili al reinserimento nella società e nel mondo del lavoro.

“La vicinanza dell’Amministrazione comunale alle persone spesso invisibili, il rapporto interistituzionale con la casa circondariale che dura da tempo – ha concluso Bosco – sono per noi un fatto acclarato, perché crediamo profondamente in quei valori che mirano al pieno recupero delle persone private della libertà attraverso tutto ciò che può giovare a restituirle alla piena dimensione civica”.