Catanzaro, Università della Terza Età: crescita e Cultura per gli Over 65
In pochi mesi l’associazione ha coinvolto oltre cento iscritti, offrendo corsi di storia, arte e benessere, con un focus sul volontariato e l’uso di tecnologie innovative.
Catanzaro - L’Università della Terza Età, a dispetto del nome, è una giovane realtà del Terzo Settore che, in pochi mesi di vita, ha già portato a termine un gran numero di corsi di tipo culturale, per un numero sempre più “lievitato” di corsisti.
“In pochi mesi, da novembre ad oggi, siamo arrivati a distribuire più di cento tessere agli associati – ha spiegato, con un pizzico d’orgoglio, il presidente Gregorio Canino, a margine di uno dei diversi incontri al CSV Calabria Centro– L’elemento che ha fatto crescere l’attenzione attorno a questa realtà per over 65 è l’aver perseguito una serie di “segmenti culturali” grazie alla collaborazione dei soci, che hanno messo a disposizione degli altri, in maniera gratuita, le proprie competenze e le proprie conoscenze. E non escludo che, dall’anno prossimo, le nostre attenzioni saranno maggiormente rivolte al volontariato in senso stretto”.
Ad accoglierli al CSV – tra le sedi prescelte per le parti teoriche dei corsi, alle quali fanno seguito le parti “esperienziali” in luoghi sempre diversi – è stato il direttore Stefano Morena, che ha espresso apprezzamento per l’attività avviata che, mettendo al centro la cultura espressa in vari ambiti, attiva meccanismi di crescita, nel campo della cittadinanza attiva, per tutte le organizzazioni alle quali il CSV è chiamato a dare supporto.
Dopo un percorso di tipo storico-umanistico, scientifico (con visita al laboratorio astronomico di Savelli per osservare le stelle), di arte e creatività (con laboratori pratici, di arte culinaria e di composizione di mosaici), i corsisti sono arrivati ad interrogarsi su come raggiungere uno stato di profondo benessere attraverso la gestione delle emozioni e rituali specifici, quali il prendere parte alla cerimonia giapponese del tè, derivante dalla pratica del buddismo Zen.
In attesa di indossare il kimono e di praticare l’arte del tè in una sala adeguata e spaziosa - in cui si entra rigorosamente scalzi, si saluta con inchino e si è concentrati a far parte di una cerimonia antica e “di nicchia”, che è espressione della cultura giapponese più autentica - i soci dell’UniTre hanno appreso i rudimenti teorici essenziali per prepararsi a vivere l’esperienza che va vissuta fino in fondo “con mente libera”.
A guidarli nel racconto storico della cerimonia del tè – che nasce con il monaco buddista Sen no Rikyù nel Cinquecento - è stata l’esperta di cultura giapponese Angela Casaletto, che ha descritto nel dettaglio le fasi in cui si articola la cerimonia alla quale ha preso parte più volte nel Paese d’Oriente. Una cerimonia scandita da ritmi lenti e carichi di significato, in un perfetto equilibrio tra uomo, natura e utensili, che vanno maneggiati con cura: nella cerimonia del tè nulla, infatti, è dettato dal caso, ma ogni atto è uno scambio, una condivisione, tra chi prepara il tè e chi lo riceve, nel pieno rispetto di quelli che, secondo Sen non Rikyù, sono i principi dell’armonia, del rispetto, della purezza e della serenità.
Ogni passaggio viene compiuto, quindi, per raggiungere la serenità, che è distacco dal superfluo e ritorno all’essenzialità. E’ il qui ed ora che conta, ed è per questo che una cerimonia del tè può durare anche ore: perché il rispetto verso l’altro si costruisce astenendosi dal giudicare e dall’offendere, e la purezza di cuore prendendosi cura degli altri, in maniera disinteressata, con la consapevolezza che anche dall’esperienza negativa si può risorgere.
L’impegno dell’Università della Terza Età proseguirà fino al mese di luglio: i prossimi percorsi saranno dedicati allo sviluppo di competenze comunicative e linguistiche ed all’utilizzo di strumenti digitali, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale ed alle sue ricadute nella vita quotidiana.
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