Catanzaro, via libera in Commissione al nuovo PSC: “Ora la parola al Consiglio e alla città”

La vicesindaca Iemma presenta il Piano Strutturale Comunale: stop al consumo di suolo, rigenerazione urbana e modello multipolare per il futuro del capoluogo

A cura di Redazione
27 maggio 2026 18:00
Catanzaro, via libera in Commissione al nuovo PSC: “Ora la parola al Consiglio e alla città” - Foto: Redazione
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Catanzaro - “Catanzaro è pronta a voltare pagina e abbracciare il “suo” futuro, abbandonando definitivamente le logiche del vecchio Piano Regolatore per aprire a un modello multipolare di rigenerazione, cultura, turismo e sostenibilità.

Dopo la conferenza stampa di presentazione dei giorni scorsi, il documento definitivo del Piano Strutturale Comunale (PSC), adottato all’unanimità dalla Giunta guidata da Nicola Fiorita, passa in Commissione. La parola ora spetta al Consiglio comunale e alla città, che potranno esprimersi su una visione di sviluppo destinata a segnare il futuro del capoluogo. Si tratta dell’atto politico e tecnico più importante del mandato amministrativo, il punto di svolta che segna la rottura definitiva con una lunga stagione di consumo indiscriminato di suolo e di espansioni urbanistiche prive di una visione organica.

Non è un semplice passaggio burocratico. Adottare il PSC definitivo significa superare l’idea che urbanistica voglia dire soltanto stabilire quanto si possa costruire o quali aree destinare all’edificazione. Significa passare dal semplice “regolare” al “governare”, sostituendo le vecchie rigidità delle zonizzazioni con una visione più moderna, flessibile e umana della città, capace di rispondere ai nuovi bisogni sociali, economici e ambientali. Questo percorso, che porterà nei prossimi mesi del 2026 al voto finale del Consiglio comunale, nasce anche dall’urgenza evidenziata dalla Regione, ma soprattutto dalla necessità di dare una risposta concreta alla crisi demografica che negli ultimi vent’anni ha portato Catanzaro a perdere circa diecimila abitanti, con una popolazione sempre più anziana e un patrimonio immobiliare in larga parte inutilizzato.

Di fronte a questo scenario, la scelta politica non poteva che essere quella di fermare il consumo indiscriminato di suolo e restituire la città a chi la vive. Il nuovo PSC si fonda sul principio del consumo di suolo a saldo zero, tutelando le aree più fragili dal punto di vista idrogeologico e costiero. Le tre anime del cambiamento alle quali ci siamo ispirati sono: accoglienza, inclusione e sostenibilità.

Accogliere significa creare le condizioni affinché giovani e nuove famiglie scelgano di restare o trasferirsi a Catanzaro, incentivando l’affitto calmierato e rafforzando servizi e infrastrutture formative. Includere significa ripensare gli spazi pubblici a misura di una popolazione sempre più anziana, promuovendo una “città dei 15 minuti”, nella quale i servizi essenziali siano facilmente raggiungibili, e sperimentando nuove forme di co-housing intergenerazionale. Sostenibilità significa invece rigenerare l’esistente, densificare i quartieri consolidati e limitare l’espansione periferica incontrollata, trasformando Catanzaro in una città che cresce rigenerandosi.

La vera forza del piano risiede nella visione multipolare della città, dove ogni quartiere assume una funzione strategica e una propria identità. Il centro storico e le aree connesse potranno diventare il polo della cultura, della formazione e del gusto, rilanciando il commercio attraverso il recupero dell’artigianato artistico, il riuso degli edifici abbandonati e la valorizzazione degli spazi pubblici. Proprio qui il Piano introduce importanti elementi di semplificazione e innovazione: vengono liberalizzate le funzioni insediabili, incentivato il rinnovo edilizio e semplificate le regole per il riuso del patrimonio esistente.

Il quartiere Lido sarà sempre più legato all’economia del mare e al turismo, valorizzando il porto e il patrimonio ambientale di Giovino. Sala diventerà il nodo centrale della nuova mobilità urbana e intermodale, mentre le aree della Fiumarella potranno trasformarsi in un grande parco fluviale e sportivo. Germaneto consoliderà il proprio ruolo direzionale e produttivo d’eccellenza e quartieri come Gagliano, Mater Domini e Siano saranno sempre più integrati nel sistema ambientale e paesaggistico della città.

Con una bussola chiara e una visione di lungo periodo, Catanzaro ha la possibilità finalmente di non subire il cambiamento, ma di governarlo: la scelta finale spetta al Consiglio comunale, un voto consapevole e responsabile affinché la città possa riscoprirsi moderna, sostenibile e all’altezza del suo ruolo di Capoluogo”.