Da oggetti dimenticati a creature con un’anima: i robot di Sirelli a Borgia

A Palazzo Mazza la mostra “Memorie Umane – Giocare è una cosa seria”: ottanta robot tra arte, recupero creativo e storie da raccontare

A cura di Redazione
24 maggio 2026 14:00
Da oggetti dimenticati a creature con un’anima: i robot di Sirelli a Borgia - Foto: Redazione
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Bulloni, vecchie latte, ingranaggi dimenticati, utensili consumati dal tempo. Oggetti abbandonati che nelle mani di Massimo Sirelli smettono di essere semplici scarti e tornano a vivere sotto forma di creature ironiche, poetiche e profondamente umane. È da questa visione che nasce “Memorie Umane – Giocare è una cosa seria”, la grande mostra inaugurata a Palazzo Mazza di Borgia, dove oltre ottanta robot raccontano storie fatte di memoria, fantasia e recupero creativo.

Non semplici opere d’arte, ma veri personaggi. Ognuno con un nome, una biografia, un carattere preciso. Alfredo, Camilla, Paul, Donato e gli altri “Robottini” ideati da Sirelli sembrano uscire da un universo sospeso tra infanzia e design contemporaneo, dove il gioco diventa linguaggio artistico e gli oggetti dimenticati acquistano una nuova identità. È proprio questa la cifra stilistica dell’artista calabrese: trasformare materiali destinati allo scarto in presenze narrative capaci di evocare emozioni, ricordi e relazioni umane.

La mostra, visitabile fino al 16 luglio, è curata da Maria De Giorgio e promossa dall’Associazione culturale Aschenez. Il percorso espositivo accompagna i visitatori dentro l’universo creativo di Sirelli attraverso tre nuclei tematici – “Gli Stranimali”, “Le Macchine Assurde” e “Gli Amici Robot” – in cui arte, immaginazione e recupero si intrecciano continuamente.

Nato a Catanzaro nel 1981, Sirelli affonda le sue radici artistiche nel mondo dei graffiti e della street art degli anni Novanta, per poi sviluppare una ricerca personale tra arte urbana, design e comunicazione visiva. Dopo gli studi allo IED di Torino, nel 2013 dà vita ad “Adotta un Robot”, definita come la prima “Casa Adozioni di Robot” al mondo: un progetto artistico e sociale in cui ogni creazione possiede una propria identità emotiva e può essere “adottata”, quasi fosse una creatura reale.

Le sue opere, esposte negli anni in importanti contesti nazionali come la Triennale Design Museum di Milano e la Villa Reale di Monza, nascono dall’incontro tra memoria materiale e immaginazione. Vecchie caffettiere, scatole di latta, componenti metallici e frammenti industriali diventano così piccoli custodi di storie, simboli di un’arte che restituisce valore a ciò che sembrava inutilizzabile.

La mostra di Borgia inaugura anche “POP-UP! Da Massimo Sirelli alla rigenerazione creativa urbana”, progetto multidisciplinare promosso dall’Associazione Aschenez insieme alla Fondazione Andrea Cefaly e all’Associazione Note di Colore. Un contenitore culturale che, oltre all’esposizione, prevede laboratori sul riciclo e l’upcycling, masterclass, incontri sul design e momenti di confronto dedicati alla rigenerazione urbana dei piccoli centri.

Alla conferenza inaugurale, moderata dal giornalista Domenico Iozzo, sono intervenuti, insieme all’artista e alla curatrice, Marco Polimeni, il vicesindaco di Borgia Irene Cristofaro, l’assessore alla cultura Virginia Amato, Maria Antonella Cauteruccio e Andrea Perrotta.