Dasco si racconta: “Non ero pronto, ho aspettato il momento giusto”
Il cantautore catanzarese si racconta a CatanzaroOk tra studio, attese e nuovi progetti in arrivo
Dasco, nome d’arte di Davide Scorza Rotundo, è un cantautore catanzarese che ha scelto la strada più difficile e autentica: quella della costruzione lenta, dello studio e della consapevolezza. Un percorso lontano dalle scorciatoie, fatto di passione, autocritica e rispetto per la musica. CatanzaroOk lo ha intervistato per ripercorrere la sua storia artistica e guardare ai prossimi passi.
Nel 2020 pubblica il suo primo album “Senza Dire Niente”, composto da 11 tracce, a cui si aggiungono i singoli Più di una canzone, Scudo immortale, Ballo fuori tempo e Occhi di Calabria (uscito a maggio 2025). Ha inoltre rappresentato la Calabria al Teatro Ariston di Sanremo nella finale nazionale di Sanremo Rock, maturando numerose esperienze live e concorsuali, arrivando spesso in finale.
C’è chi nasce con il talento e chi lo costruisce con pazienza e dedizione. Davide Scorza Rotundo, conosciuto come Dasco, appartiene alla seconda categoria. “Amo la musica da piccolo, cantavo nei karaoke ma non ero dotato del dono del canto, quindi non ero granché”, racconta con sincerità, sottolineando come la passione, da sola, non sia mai sufficiente.
La svolta arriva a 25 anni: “Mi sono messo a studiare canto e chitarra a 25 anni, ora ne ho 36, ed un anno dopo ho cominciato a scrivere canzoni, che però ho fatto uscire il primo singolo dal titolo ‘Aspettami’ soltanto 4 anni dopo nel 2019, ed il mio primo album nel 2020 dal titolo ‘Senza dire niente’”. Una scelta ponderata, perché – precisa – “non ho fatto uscire nulla prima perché non ero pronto”.
Fondamentale anche il contesto in cui è cresciuto: “A Catanzaro mi ha influenzato tanto il nostro artista locale Eman, che ammiro tanto ed è uno dei miei cantanti preferiti”. Ma le radici musicali affondano più lontano: “Io sono cresciuto a pane e Lucio Battisti, ma quello che mi ha influenzato più di tutti è Luciano Ligabue. Ci ho provato, ma sono tornato sui miei passi. Le mode cambiano ma lo stile resta”.
Sull’identità artistica, Dasco evita definizioni rigide: “La mia identità penso sia nella norma, alla fine non conta da dove veniamo, ma quello che viviamo e sentiamo”. Un pensiero che riflette una scrittura schietta, diretta, lontana da costruzioni artificiali.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro. “Prossimo progetto ho un singolo in uscita tra un po’ di tempo dal titolo ‘E adesso ti vedo’, che parla di un amore nato purtroppo in un momento sbagliato”, anticipa. E il 2026 segnerà anche un ritorno più costante sul palco: “Quest’anno dovrei tornare ad esibirmi con maggiore continuità e soprattutto quest’anno, oltre al prossimo singolo, ne farò uscire un altro paio”.
Danilo Ruberto
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