JAZZ

Dee Dee Bridgewater conquista Catanzaro: il jazz si fa impegno civile

Al Teatro Politeama, la protagonista del Festival d’Autunno porta in scena “We Exist!”, uno spettacolo tra libertà, diritti, memoria e valorizzazione delle donne

A cura di Redazione
08 novembre 2026 12:45
Dee Dee Bridgewater conquista Catanzaro: il jazz si fa impegno civile - foto uff stampa Festival d'Autunno
foto uff stampa Festival d'Autunno
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Una serata in cui la musica ha superato i confini dello spettacolo per diventare uno strumento di riflessione, denuncia e libertà. Al Teatro Politeama di Catanzaro, Dee Dee Bridgewater ha conquistato il pubblico con “We Exist!”, un progetto musicale nel quale il jazz si intreccia con i grandi temi della società contemporanea.

L'appuntamento ha arricchito la XXIII edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce, con il sostegno della Regione Calabria nell'ambito di Calabria Straordinaria e delle risorse PAC 2014/20 – FUNT Eventi culturali di pregio.

Al centro della proposta artistica, un messaggio chiaro: dare spazio alle voci che chiedono giustizia, contrastare le disuguaglianze e riaffermare il valore della dignità umana, con particolare attenzione alle opportunità e al riconoscimento delle donne.

Sul palco, accanto alla cantante, una formazione interamente femminile: Alexis Lombre al pianoforte e alle tastiere, Liany Mateo al basso ed Evita Polidoro alla batteria. Tre musiciste protagoniste di un dialogo continuo con Bridgewater, attraverso improvvisazioni, assoli e momenti di grande sintonia.

Il viaggio musicale si è aperto con “The Music Is the Magic” di Abbey Lincoln, artista alla quale la cantante rende omaggio in diversi momenti dello spettacolo. La scaletta ha attraversato anche “People Make the World Go Round”, brano originariamente interpretato dagli Stylistics, e “The Danger Zone”, componendo un percorso nel quale la musica diventa occasione per interrogarsi sulla realtà.

Particolarmente intenso il momento dedicato a “Tryin’ Times”, scritto da Donny Hathaway e Roberta Flack. Prima dell'esecuzione, Bridgewater ha ricordato il rapporto tra i due artisti e la scomparsa di Hathaway, affidando alla musica il compito di custodire una memoria importante.

Grande spazio anche alle qualità individuali delle musiciste. Liany Mateo ha offerto momenti di particolare intensità, prima con un assolo blues in “The Danger Zone” e successivamente con un'improvvisazione al contrabbasso che ha introdotto “Tryin’ Times”. Il dialogo con il pianoforte e la batteria ha costruito una base sulla quale Dee Dee Bridgewater ha sviluppato un'interpretazione sempre più coinvolgente, trasformando il titolo del brano in un'espressione di forte intensità emotiva.

Suggestivo anche il duetto con Alexis Lombre sulle note di “Hey Lordy Mama” di Nina Simone. La pianista ha sorpreso il pubblico mostrando anche le proprie capacità vocali, condividendo con la protagonista un momento di autentica complicità artistica.

La presenza di una band tutta al femminile non è stata soltanto una scelta musicale. Si è trasformata in una dichiarazione concreta a favore del riconoscimento delle donne nel jazz, ancora oggi chiamate a confrontarsi con disparità e ostacoli.

Il percorso dedicato ad Abbey Lincoln è proseguito con “The World Is Falling Down” e “And It’s Supposed to Be Love”, fino ad arrivare a uno dei momenti più significativi della serata: “Throw It Away”.

Prima dell'esecuzione, Bridgewater ha rivolto al pubblico un invito a liberarsi dalle negatività e dai rapporti tossici, siano essi sentimentali, familiari o di amicizia. Un messaggio diretto, sintetizzato nelle sue parole: «Dobbiamo tagliare i ponti perché è ciò che è giusto per noi».

Durante il brano, la cantante ha sorpreso la platea inserendo anche il fischio nel dialogo musicale. Nel finale ha ripetuto più volte il verso «You can never ever lose a thing / If it belongs to you», coinvolgendo direttamente il pubblico, che ha risposto cantando insieme a lei.

Dopo una lunga ovazione, Dee Dee Bridgewater è tornata sul palco per il bis con “Gonna Have to Serve Somebody” di Bob Dylan. Ad aprire il brano, l'assolo di batteria di Evita Polidoro, seguito dalle sonorità funk del basso di Liany Mateo. Un'ultima prova dell'affiatamento di una formazione capace di sostenere e valorizzare ogni passaggio dello spettacolo.

Al termine, gli applausi hanno accompagnato il saluto all'artista. In chiusura, Gianni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, ha consegnato il Cavatore d’Argento realizzato per il Festival d’Autunno.

Una serata che ha confermato la forza espressiva di Dee Dee Bridgewater e la capacità del jazz di farsi linguaggio universale, capace di raccontare il presente e trasmettere messaggi che vanno oltre il palcoscenico.

Il Festival d’Autunno guarda ora al prossimo appuntamento. Sabato 14 novembre, alle ore 21, il Teatro Politeama ospiterà Malika Ayane con “A teatro”, spettacolo in esclusiva per la Calabria. Un percorso tra i brani più conosciuti del suo repertorio e nuove sonorità, in una dimensione scenica intima e suggestiva.