Demma: Crotone e Sibari città gemelle, basta campanilismi nella cultura

Il direttore dei parchi archeologici invita a superare le rivalità: il sistema museale unico valorizza il patrimonio di tutto il territorio

A cura di Redazione
12 marzo 2026 08:00
Demma: Crotone e Sibari città gemelle, basta campanilismi nella cultura - Foto: Redazione
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Superare i campanilismi e lavorare in un sistema culturale unico tra Crotone e Sibari. È l’appello lanciato dal direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, intervenuto ieri durante la presentazione dei lavori del Museo di Capo Colonna sul dibattito relativo alla gestione condivisa dei due poli archeologici.

Demma ha respinto l’idea di uno squilibrio tra le due realtà, spiegando che la collaborazione tra le strutture è stata determinante proprio per realizzare gli interventi a Crotone. “Io non ho mai avuto un problema di accentramento a Sibari. Senza l’ufficio di Sibari, che era già strutturato, non avremmo potuto appaltare i lavori necessari a Crotone, dove l’ufficio non esisteva perché la città non era autonoma ed era accorpata alla struttura di Cosenza”.

Il direttore sottolinea come il sistema dei parchi archeologici, attivo da oltre un anno con la denominazione Parchi archeologici di Crotone e Sibari, stia lavorando al rinnovamento complessivo dei musei del territorio. “Non vedo nessun problema di bilanciamento. A Sibari e a Crotone abbiamo quasi tutti i musei chiusi perché sono in fase di riallestimento e di restituzione al pubblico con nuovi percorsi espositivi”.

Secondo Demma, il patrimonio archeologico non viene sottratto a un territorio ma, al contrario, restituito e valorizzato. “La colonna è ancora qui, non ce la siamo portata via. Anzi, molto patrimonio è tornato. Nella nuova sala mostre esporremo anche reperti recuperati dai Carabinieri e restituiti allo Stato, come facciamo spesso”.

Il direttore ricorda inoltre che per anni i depositi di Sibari hanno rappresentato il principale centro di raccolta per i reperti sequestrati dalle forze dell’ordine in gran parte della Calabria centro-settentrionale.

Per Demma la chiave è guardare alla storia comune delle due città. “Io problemi non ne vedo: vedo due città gemelle, fondate dalla stessa popolazione nello stesso momento, che poi per vicende storiche entrarono in contrasto tra loro. Ma stiamo parlando del 510 avanti Cristo”. Un invito, dunque, a superare rivalità e divisioni per costruire un sistema culturale condiviso capace di valorizzare l’intero patrimonio archeologico del territorio