Depressione post partum, il Comune di Catanzaro chiede un percorso regionale
La giunta Fiorita propone screening gratuiti e una rete territoriale tra Asp, consultori e servizi sociali. La vicesindaca Giusy Iemma: “La salute mentale delle neo mamme deve diventare una priorità pubblica”.
Catanzaro - La depressione peripartum, che insorge durante la gravidanza e quella post partum, che si manifesta nelle settimane e nei mesi successivi al parto non costituiscono una debolezza caratteriale, bensì una patologia medica ed epidemiologica severa. Lo dicono l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Istituto Superiore di Sanità, certificando inoltre che essa colpisce una percentuale significativa di neo madri, con riflessi drammatici sull'intero nucleo familiare.
È sulla base di questo assunto ma soprattutto dell’eco non ancora spenta a Catanzaro del suicidio/infanticidio dello scorso aprile che la giunta presieduta dal sindaco Fiorita, su proposta degli assessori Iemma e Belcaro, ha deliberato un atto di indirizzo per la tutela della salute mentale e del benessere sociale della neo mamma che prevede il coinvolgimento, per la parte si sua competenza, della Regione Calabria.
“Dopo il passaggio in giunta – spiega Giusy Iemma, titolare della delega ai rapporti con il sistema sanitario – ci attiveremo con il presidente Occhiuto e il dipartimento Tutela della Salute per sollecitare l'istituzione sul territorio regionale di un apposito Percorso diagnostico terapeutico assistenziale, il cosiddetto PDTA, che preveda lo screening universale, strutturato e gratuito per le neo mamme, garantendo una presa in carico multidisciplinare che approcci il problema nei suoi diversi aspetti: psichiatrico, psicologico e sociale. La diagnosi precoce rappresenta lo strumento più efficace di prevenzione per anticipare l'aggravarsi della patologia e scongiurare esiti tragici. L'introduzione di uno screening strutturato nel percorso nascita permetterebbe di intercettare tempestivamente i segnali di disagio prima della cronicizzazione o dell'esacerbazione acuta. Il Comune – puntualizza la vicesindaca – pur non avendo competenze dirette sulla spesa sanitaria propriamente detta, esercita per legge funzioni fondamentali in materia di servizi sociali, socio-assistenziali e di tutela della salute pubblica, in stretta sinergia con l’ASP e con il sistema sanitario regionale.
C’è dunque la necessità di integrare competenze e profili professionali per compiere un salto di qualità assistenziale ma anche culturale non più rinviabile. Altrove ci sono già arrivati da un pezzo. Basti pensare ai modelli di welfare e di sanità pubblica nei Paesi del nord Europa, che dimostrano l'efficacia di un approccio universale e proattivo, basato sull'integrazione socio-sanitaria, in cui il monitoraggio e il sostegno non sono interventi attivati solo su domanda o in presenza di patologia conclamata, bensì rappresentano una tappa protetta, obbligatoria e gratuita per tutta la platea delle neo mamme. Il tragico episodio di Catanzaro, che ha letteralmente traumatizzato l’Italia intera – conclude Iemma – ci dice che è tempo di fare scelte precise: di istituire in Calabria il servizio e garantire lo stanziamento dei fondi necessari. Come Amministrazione comunale, promuoveremo la sottoscrizione di un protocollo d'Intesa con l'Asp di Catanzaro, attraverso i consultori, i centri di salute mentale, il dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze, l'Ordine degli psicologi della Calabria, l'Ordine degli assistenti sociali della Calabria, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, con lo scopo di creare una rete di allerta precoce e di monitoraggio attivo sul territorio urbano. In delibera abbiamo anche dato indirizzo al settore Politiche Sociali affinché, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili e mediante l'eventuale accesso a bandi nazionali ed europei attivi campagne di sensibilizzazione e informazione comunali per abbattere lo stigma sociale che ancora circonda il disagio mentale post parto, valorizzando la figura dell'assistente sociale e dello psicologo come alleati istituzionali accessibili a tutte le famiglie. Alla Regione chiediamo infine il potenziamento del personale psicologico, psichiatrico e degli assistenti sociali in forza ai consultori familiari della nostra città, presìdi territoriali oggi fondamentali ma storicamente carenti di risorse organiche, per consentire la reale copertura di questo nuovo standard di prestazioni universali”.
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