Energia, in Calabria il caro-bollette pesa su imprese e famiglie

Micro e piccole imprese alle prese con 81 milioni di extracosti rispetto alla media europea. Per le famiglie l’aggravio stimato è di 41 milioni in sei mesi

A cura di Redazione
28 settembre 2026 11:00
Energia, in Calabria il caro-bollette pesa su imprese e famiglie - Foto Uff. Stampa Confartigianato Calabria
Foto Uff. Stampa Confartigianato Calabria
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CATANZARO – Il costo dell’energia continua a rappresentare un peso significativo per l’economia calabrese, incidendo contemporaneamente sui bilanci delle imprese e sulle spese delle famiglie. A fotografare la situazione sono due analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato, che evidenziano un doppio fronte: da una parte gli extracosti sostenuti dalle micro e piccole imprese per l’elettricità, dall’altra l’aumento della spesa energetica delle famiglie.

Nel 2025, le micro e piccole imprese della Calabria hanno sostenuto complessivamente 81 milioni di euro di extracosti per l’elettricità rispetto a quanto avrebbero pagato applicando i prezzi medi dell’Unione europea. Un divario che si riflette direttamente sulla capacità delle aziende di destinare risorse a investimenti, innovazione, attrezzature e crescita.

A livello provinciale, il dato più elevato riguarda Cosenza, con 29 milioni di euro, seguita da Reggio Calabria con 22 milioni e Catanzaro con 15 milioni. Crotone e Vibo Valentia registrano entrambe un extracosto stimato di 7 milioni di euro.

Il confronto con il resto d'Europa evidenzia un problema che non riguarda soltanto la Calabria. Secondo Confartigianato, nel complesso delle micro e piccole imprese italiane il maggiore esborso rispetto alla media europea raggiunge 3,7 miliardi di euro. Il prezzo dell'elettricità per questa fascia di imprese è pari a 25,99 centesimi di euro per kilowattora, contro i 22,04 centesimi della media Ue, con una differenza del 17,9%.

A incidere sul costo finale è anche il livello della componente fiscale e parafiscale, che per le imprese italiane risulta superiore del 47,4% rispetto alla media europea. Per le attività con consumi inferiori a 20 MWh, il divario arriva al 75,5%.

Famiglie, 41 milioni di euro di maggiore spesa

La pressione non riguarda però soltanto il mondo produttivo. Tra febbraio e agosto 2026, le famiglie calabresi hanno registrato un aumento stimato di 41 milioni di euro nella spesa destinata a elettricità, gas e altri combustibili domestici.

Nel periodo considerato, i prezzi delle componenti energetiche in Calabria sono aumentati dell'8,8%. A livello nazionale, l'incremento della spesa familiare viene stimato complessivamente in 1,78 miliardi di euro, a fronte di una crescita media dei prezzi energetici dell'11,4%.

Anche in questo caso emergono differenze territoriali. Tra le province calabresi comprese nella rilevazione, Cosenza registra un aggravio stimato di 14 milioni di euro, Reggio Calabria di 12 milioni e Catanzaro di 8 milioni. Le variazioni dei prezzi risultano rispettivamente del 7,8%, 9,4% e 9,7%.

La rilevazione provinciale prende in considerazione 78 territori italiani e non presenta un dato distinto per Crotone e Vibo Valentia. L'assenza delle due province dalla tabella, precisa l'analisi, non significa quindi che le famiglie residenti non abbiano dovuto affrontare aumenti dei costi energetici.

Ascioti: «L'energia è una questione centrale per la Calabria»

Per il presidente regionale di Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti, i numeri fotografano una difficoltà che attraversa l'intero sistema economico regionale.

«Questi numeri ci dicono che l'energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria – dichiara Ascioti –. Per una piccola impresa, una bolletta più alta significa meno risorse da destinare ai macchinari, all'innovazione e al lavoro. Per una famiglia significa dover sottrarre denaro ad altre necessità».

Secondo il presidente regionale, la combinazione tra costi sostenuti dalle imprese e maggiore spesa delle famiglie può avere ripercussioni anche sui consumi e sull'economia dei territori.

«Quando queste due difficoltà si sommano nella vita quotidiana dei territori, ne risentono anche i consumi e le prospettive delle attività locali», aggiunge Ascioti.

Da qui la richiesta di interventi per ridurre il divario dei costi energetici rispetto agli altri Paesi europei e per riequilibrare il peso di imposte e oneri sulle bollette delle piccole imprese.

«Occorre dare alle aziende condizioni più eque per competere e alle famiglie maggiore certezza sui costi. In Calabria, dove tante attività hanno dimensioni ridotte, il prezzo dell'energia non può continuare a limitare la capacità di investire e crescere», conclude il presidente di Confartigianato Calabria.