Finto incidente a una 92enne, 43enne ai domiciliari per truffa

La Polizia di Stato di Catanzaro ha eseguito la misura cautelare nei confronti di un uomo residente nel Napoletano: colpita un’anziana nel marzo 2026

A cura di Redazione
07 maggio 2026 08:00
Finto incidente a una 92enne, 43enne ai domiciliari per truffa - Foto: Uff. Stampa Questura di Catanzaro
Foto: Uff. Stampa Questura di Catanzaro
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La Polizia di Stato di Catanzaro ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 43enne residente in provincia di Napoli, ritenuto gravemente indiziato del reato di truffa aggravata in concorso ai danni di un’anziana di 92 anni, vittima del noto raggiro del “finto incidente stradale”.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo, che ha coordinato le indagini relative ai fatti avvenuti nel marzo 2026.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna sarebbe stata contattata telefonicamente da alcuni soggetti che, fingendosi prima un familiare e successivamente appartenenti alle forze dell’ordine, le avrebbero raccontato di un grave incidente stradale, chiedendo con urgenza denaro per evitare conseguenze giudiziarie.

Attraverso questo raggiro, la 92enne sarebbe stata convinta a consegnare denaro contante e oggetti preziosi per un valore ritenuto rilevante dagli inquirenti.

Le attività investigative svolte dal personale della Squadra Volante di Catanzaro, anche grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza e ad altri riscontri investigativi, hanno consentito di individuare il soggetto ritenuto responsabile della fase esecutiva della truffa, ovvero colui che si sarebbe presentato presso l’abitazione dell’anziana per ritirare il denaro.

L’esecuzione della misura cautelare è stata effettuata con il supporto della Squadra Mobile di Napoli, territorialmente competente, che ha collaborato con la Questura di Catanzaro per rintracciare il destinatario del provvedimento.

Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.