Fratino, al via la stagione: scoperti i primi nidi sulle coste calabresi
Segnalazioni tra Camini, Santa Caterina dello Ionio e Falerna: specie a rischio, al centro anche del progetto europeo LIFE Alexandro
È ufficialmente iniziata anche in Calabria la stagione riproduttiva del Fratino, piccolo uccello simbolo degli ecosistemi costieri. I volontari del Gruppo LIPU Fratino Calabria hanno individuato i primi nidi del 2026 nei territori di Camini, Santa Caterina dello Ionio e Falerna, tre aree che confermano l’importanza del litorale calabrese per la sopravvivenza della specie.
Il Fratino, scientificamente noto come Anarhynchus alexandrinus, nidifica direttamente sulla sabbia, deponendo uova mimetiche in piccole cavità del terreno. Una caratteristica che lo rende estremamente vulnerabile alle attività umane: il calpestio, la presenza di cani liberi, i mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge e la pressione turistica rappresentano infatti minacce costanti per nidi e pulcini.
In Italia la specie è considerata a rischio di estinzione, a causa della progressiva perdita degli habitat naturali, in particolare delle dune e dei litorali sabbiosi. La sua presenza, tuttavia, resta un indicatore ecologico prezioso: dove nidifica il Fratino, l’ambiente conserva ancora condizioni di equilibrio e naturalità.
Anche la Calabria sarà protagonista del progetto europeo LIFE “Alexandro”, che coinvolge Italia e Croazia con l’obiettivo di tutelare il Fratino e promuovere una gestione sostenibile delle coste. Tra le aree selezionate figurano le dune dell’Angitola, la foce del fiume Neto e i Laghi La Vota, zone di grande valore naturalistico e strategiche per la conservazione della biodiversità.
Il Gruppo LIPU Fratino Calabria, nato nel 2020 su iniziativa della sezione LIPU di Rende e del coordinamento regionale, lavora per colmare la carenza di dati sulla specie lungo gli 880 chilometri di costa calabrese. Fondamentale in questo percorso è il coinvolgimento dei cittadini, chiamati a contribuire con segnalazioni e attività di monitoraggio in una logica di partecipazione diffusa.
Accanto ai volontari operano diverse realtà associative del territorio, tra cui “Auser Senza Barriere” di Ardore, “La Rete” di Squillace, “Baia di Borea APS” di Calopezzati, “I Briganti del Mancuso” di Falerna e “Costa Nostra” di Curinga, impegnate nella tutela concreta dei nidi e nella sensibilizzazione.
L’attività non si limita alla protezione diretta, ma punta a una visione più ampia di conservazione. Ogni anno vengono coinvolte anche le amministrazioni locali, informate sull’avvio del monitoraggio e sulle buone pratiche da adottare per salvaguardare la specie.
La presenza del Fratino su una spiaggia non è mai casuale: è il segnale di un ambiente ancora vivo. Proteggerlo significa difendere non solo una specie fragile, ma l’intero equilibrio naturale delle coste, tra dune, sabbia e biodiversità.
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