“Giovanni e Paolo – Gli Antieroi” al Cinema Teatro Comunale: a Catanzaro l’omaggio a Falcone e Borsellino
Domenica 10 maggio uno spettacolo intenso tra memoria e riflessione per raccontare l’umanità dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia, oltre la retorica e dentro le loro scelte quotidiane
Catanzaro - Uno spettacolo intenso, capace di unire memoria e riflessione, la stagione del Cinema Teatro Comunale torna ad emozionare con un omaggio al coraggio, al senso civico e all’umanità di due figure straordinarie della storia del nostro Paese. L’appuntamento è per domenica 10 maggio alle ore 18.30 con “Giovanni e Paolo – Gli Antieroi”, scritto e diretto da Francesco Passafaro.
A oltre trent’anni dalle stragi che hanno segnato la storia italiana, la figura di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino torna in scena attraverso uno sguardo diverso, lontano dalla retorica celebrativa e più vicino alla dimensione umana. Lo spettacolo sceglie infatti di raccontare i due magistrati non come icone irraggiungibili, ma come uomini consapevoli, immersi in una quotidianità fatta di lavoro, responsabilità e scelte difficili.
Il racconto si sviluppa in un tempo sospeso, quello che precede il maxi processo di Palermo, momento cruciale nella lotta alla mafia. In scena, una stanza essenziale: due scrivanie ingombre di documenti e una fotocopiatrice che diventa simbolo concreto di una battaglia combattuta senza armi, ma con rigore, metodo e determinazione. È in questo spazio che prende forma un dialogo serrato tra i due protagonisti, interpretati dallo stesso Passafaro nel ruolo di Falcone e da Roberto Malta nei panni di Borsellino.
A interrompere il flusso delle indagini è Marta, figura enigmatica interpretata da Francesca Guerra, presenza che introduce una dimensione ulteriore: quella del destino. Il suo intervento apre interrogativi profondi, insinuando la consapevolezza di un epilogo già scritto e spingendo i protagonisti — e il pubblico — a confrontarsi con il senso delle scelte e delle responsabilità.
Ne emerge un’opera teatrale di forte impatto emotivo, che non si limita a ricostruire i fatti, ma li attraversa in chiave introspettiva, restituendo la complessità di due vite dedicate alla giustizia. “Gli Antieroi” sono, in questo senso, uomini che non si percepiscono come eroi, ma che proprio nella loro umanità trovano la forza di opporsi al sistema mafioso.
Lo spettacolo si configura così come un momento di memoria attiva, capace di parlare al presente e di rinnovare il valore di principi fondamentali come legalità, coraggio e senso dello Stato. Un invito a comprendere, prima ancora che a ricordare.
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