Girifalco, la Giornata dei Migranti nel segno dell’accoglienza: battezzati Noel e Giorgio

Monsignor Claudio Maniago ha presieduto la celebrazione a San Rocco. Un momento di fede e fraternità con la comunità e gli ospiti del SAI

A cura di Redazione
09 settembre 2026 09:00
Girifalco, la Giornata dei Migranti nel segno dell’accoglienza: battezzati Noel e Giorgio -  Foto Uff. Stampa San Rocco di Girifalco
Foto Uff. Stampa San Rocco di Girifalco
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GIRIFALCO (CZ) – Una celebrazione nel segno della fede, dell’accoglienza e dell’incontro tra popoli. Sabato 22 agosto, nella chiesa di San Rocco, appartenente alla parrocchia Santa Maria delle Nevi di Girifalco, l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, ha presieduto la Santa Messa in occasione della Giornata Diocesana dei Migranti e del Sociale.

Ad accoglierlo il parroco don Francesantonio De Gori, insieme ad alcuni sacerdoti e ai componenti della Commissione Migrantes diocesana. Presenti anche don Piero Puglisi, presidente della Fondazione Città Solidale, don Gregorio Aiello, coordinatore della missione per gli italiani in Belgio, il sindaco di Girifalco, il viceprefetto di Catanzaro e il comandante della locale Stazione dei Carabinieri.

La chiesa era gremita di fedeli: cittadini residenti, girifalcesi rientrati in paese per il periodo estivo e persone accolte nel Centro SAI “L’Approdo”.

Il Battesimo di Noel e Giorgio

A rendere ancora più intensa la celebrazione è stato il Battesimo di Noel e Giorgio, due ragazzi di origine camerunese che vivono con la loro mamma nel Centro SAI di Girifalco.

All’inizio della Messa, il direttore dell’Ufficio Migrantes diocesano, don Grégoire Nsabimana, ha rivolto il proprio saluto agli ospiti e alle autorità, illustrando il significato della giornata.

Proprio dalla richiesta della madre dei due ragazzi, che alla domanda su cosa chiedesse alla Chiesa di Dio aveva risposto semplicemente «il Battesimo», l’arcivescovo ha preso spunto per la sua omelia, soffermandosi sul valore dell’appartenenza alla famiglia di Dio.

«Essere parte della famiglia di Dio»

Al centro della riflessione di monsignor Maniago è risuonata la domanda che Gesù rivolge ai discepoli nel Vangelo: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Una domanda alla quale, ha ricordato l’arcivescovo, il cristiano è chiamato a rispondere non soltanto con le parole, ma attraverso la propria vita. Anche un gesto semplice come segnarsi con l’acqua santa entrando in chiesa richiama la grazia ricevuta nel Battesimo e l’appartenenza alla comunità cristiana.

Essere battezzati significa infatti riconoscere in Gesù il Signore della propria vita, il riferimento fondamentale del proprio cammino e del proprio futuro.

La Giornata diocesana è diventata così anche un’occasione per riaffermare il valore della solidarietà e della responsabilità verso i più piccoli. «Ai bambini una vita buona, un’educazione seria e una crescita degna»: un impegno che, secondo l’arcivescovo, ogni comunità è chiamata ad assumere concretamente.

Non accogliere i bambini e non garantire loro condizioni adeguate per crescere rappresenta, è stato ricordato durante la celebrazione, una grave mancanza davanti a Dio.

L’abbraccio della comunità

Al termine dell’omelia, monsignor Claudio Maniago ha celebrato il Battesimo di Noel e Giorgio. La loro mamma, insieme alle madrine – operatrici del Centro SAI “L’Approdo” – e all’intera assemblea ha professato la fede.

La comunità ha quindi accolto con gioia i due ragazzi attraverso il sacramento del Battesimo, in un momento che ha reso visibile il messaggio centrale della giornata: riconoscere nell’altro un fratello e trasformare l’accoglienza in un’esperienza concreta di comunione.

Il legame con gli italiani emigrati

Prima della benedizione finale, don Gregorio Aiello ha portato la propria testimonianza di sacerdote impegnato nell’accompagnamento pastorale degli italiani residenti in Belgio.

Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della comunità parrocchiale, chiamata ad accogliere con affetto i propri figli emigrati quando rientrano nei luoghi d’origine e, allo stesso tempo, ad aprirsi a chi arriva da altri Paesi alla ricerca di una vita migliore.

Don Francesantonio De Gori ha inoltre letto il messaggio di don Mimmo Basile, missionario impegnato in Svizzera, creando idealmente un ponte tra le comunità italiane all’estero e quella riunita a Girifalco.

La giornata si è conclusa nell’ex asilo parrocchiale con un momento di condivisione e convivialità. Una festa capace di unire celebrazione Eucaristica, accoglienza e testimonianza, ricordando come la fede possa tradursi, nella vita concreta delle comunità, in fraternità e incontro tra popoli.