Grande Albergo delle Fate, Culturasila: «Basta proclami e collette ad effetto»
Il presidente dell’associazione critica il piano di salvataggio promosso da Antonello Talerico e chiede chiarezza sul contenzioso giudiziario che riguarda lo storico immobile di Villaggio Mancuso
Il futuro del Grande Albergo delle Fate di Villaggio Mancuso torna al centro del dibattito pubblico. A intervenire è il presidente dell’associazione Culturasila, che contesta le modalità con cui, nelle ultime settimane, è stata rilanciata l’ipotesi di un intervento per il recupero dello storico edificio.
Nel mirino finisce in particolare il piano di salvataggio attribuito all’avvocato Antonello Talerico, accompagnato da una proposta di azionariato popolare e da appelli alla raccolta di fondi attraverso il crowdfunding.
Secondo il presidente di Culturasila, tuttavia, l'iniziativa non terrebbe sufficientemente conto di quello che viene indicato come il principale ostacolo al recupero dell'immobile: un contenzioso giudiziario ancora pendente.
«Il dibattito estivo sul destino del Grande Albergo delle Fate si arricchisce, purtroppo, di interventi mediatici che rischiano di confondere l’opinione pubblica», sostiene il presidente dell'associazione, rivendicando il lavoro portato avanti negli anni insieme a una rete di quattordici associazioni impegnate sul territorio.
Particolarmente dura è la contestazione nei confronti di Talerico. Il presidente di Culturasila sostiene che l’avvocato conosca direttamente la vicenda giudiziaria, avendo assistito Sveva Mancuso nel giudizio di primo grado. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza prima di coinvolgere economicamente cittadini e potenziali sostenitori.
L'associazione ritiene infatti che eventuali campagne di raccolta fondi debbano essere accompagnate da informazioni complete sullo stato giuridico dell'immobile, proprio per consentire ai cittadini di comprendere pienamente la situazione prima di assumere qualsiasi impegno economico.
Nel suo intervento, il presidente di Culturasila rivendica inoltre un approccio diverso, fatto di attività sul territorio e interlocuzione con le istituzioni. Vengono ricordati i rapporti con Ente Parco, Comune di Taverna e Regione Calabria, oltre alle iniziative organizzate per mantenere alta l'attenzione sul futuro del complesso, tra cui il sit-in del 6 gennaio 2026.
«Il Grande Albergo delle Fate non si salva con le collette estive basate sul silenzio delle vere criticità legali», afferma, chiedendo che il futuro dello storico edificio venga affrontato attraverso «giustizia, trasparenza e rispetto».
La conclusione assume invece un tono più simbolico e polemico. Il presidente di Culturasila riprende una frase attribuita a Talerico — «Le fate, da sole, hanno già fatto la loro parte quasi un secolo fa. Adesso tocca a noi» — e replica: «Le fate hanno ancora molto da dire per fare ancora sognare e sperare».
Poi la stoccata finale: «Per gli avvoltoi direi che ci sono stupendi esemplari al Centro Visita Garcea, un’altra eccellenza per Villaggio Mancuso, località Monaco».
Il confronto sul destino del Grande Albergo delle Fate, dunque, resta aperto. Da una parte la necessità di trovare una strada concreta per salvare uno dei simboli della Sila, dall'altra la richiesta di fare chiarezza su proprietà, contenziosi e condizioni giuridiche prima di qualsiasi operazione finanziaria o progetto di recupero.
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