Il Moscato di Saracena protagonista allo Sciabaca Festival di Soveria Mannelli
Il passito calabrese sarà al centro di un incontro dedicato a identità, memoria e cultura del territorio. Appuntamento il 24 settembre al Parco Museo Rubbettino
Il Moscato Passito al Governo di Saracena torna a raccontare la Calabria oltre i confini del suo borgo d’origine. Dopo le tappe al Vinitaly di Verona e a Vinitaly and the City a Sibari, il vino simbolo di Saracena sarà protagonista dell’undicesima edizione dello Sciabaca Festival – Viaggi e culture mediterranee, in programma a Soveria Mannelli dal 24 al 27 settembre.
L’appuntamento dedicato al passito è fissato per giovedì 24 settembre alle ore 19, negli spazi di CARTA – Parco Museo Rubbettino, dove si parlerà di produzioni identitarie e cultura del vino attraverso il talk Le voci della vendemmia e le luci dei vini – Lo Zibibbo di Calabria e il Moscato di Saracena.
Il libro di Saveria Sesto e la voce dei produttori
Al centro dell’incontro ci sarà anche il volume Il Moscato di Saracena – Storie di donne e di uomini, scritto da Saveria Sesto e pubblicato da Rubbettino. Un libro che restituisce al vino una dimensione che va oltre quella enologica, ricostruendo attraverso le persone la storia di una produzione profondamente legata alla comunità.
Alla presentazione prenderanno parte l’autrice, il sindaco di Saracena Renzo Russo e alcuni produttori. Al termine dell’incontro sarà proposta una degustazione di Zibibbo di Calabria e Moscato di Saracena.
«Non portiamo soltanto un vino, ma un prodotto-territorio», sottolinea il sindaco Renzo Russo. Nel calice del Moscato, spiega il primo cittadino, convivono «il borgo e le vigne, le famiglie e i produttori, la pazienza artigianale e il metodo di produzione», insieme alla memoria e alla capacità della comunità di trasformare la propria identità in un racconto capace di guardare al futuro.
Un metodo antico che diventa patrimonio identitario
Il Moscato Passito al Governo di Saracena è legato a una particolare tecnica produttiva, tramandata nel tempo e caratterizzata dall'incontro tra il mosto bollito ottenuto da uve locali e le uve appassite, selezionate e lavorate secondo una procedura tradizionale.
Una lavorazione complessa che rende il vino riconoscibile e strettamente connesso alla storia agricola di Saracena. È anche per questo che il passito viene promosso non soltanto come prodotto enologico, ma come elemento della cultura e dell'identità calabrese.
La partecipazione allo Sciabaca Festival si inserisce dunque in un più ampio percorso di valorizzazione. Dalle grandi manifestazioni dedicate al vino agli appuntamenti culturali, il Moscato viene portato in contesti differenti con l'obiettivo di far conoscere una delle produzioni considerate tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria.
Il Moscato al centro della destinazione Saracena
La strategia di promozione guarda però oltre la bottiglia. Per l'amministrazione comunale, il Moscato rappresenta infatti una delle chiavi attraverso cui raccontare l'intera destinazione Saracena.
«Il nostro lavoro è continuare a far camminare il Moscato insieme alla Destinazione Saracena», ribadisce Russo, richiamando un sistema che comprende la Casa del Moscato, il centro storico, la Pinacoteca Andrea Alfano, il patrimonio naturalistico, le tradizioni e l'enogastronomia.
Un patrimonio che, nella visione dell'amministrazione, può essere raccontato come un insieme unico: non soltanto un vino, dunque, ma una storia di comunità, di lavoro e di territorio capace di portare fuori dal borgo un'immagine autentica della Calabria.
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