Intelligenza artificiale e formazione: la Chiesa di Catanzaro-Squillace riflette sulle nuove sfide educative
Al Seminario regionale “San Pio X” un incontro promosso dall’Ufficio Catechistico diocesano. Maniago: «La tecnologia non sostituisce la relazione, va guidata con responsabilità»
Si è tenuto presso il Pontificio Seminario Teologico Regionale “San Pio X” un incontro di formazione dedicato al tema “L’uso dell’intelligenza artificiale a servizio della formazione”, promosso dall’Ufficio Catechistico Diocesano dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, diretto da don Ferdinando Fodero. L’appuntamento ha coinvolto diaconi, catechisti, insegnanti di religione, formatori e operatori pastorali, chiamati a confrontarsi con le trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie nei percorsi educativi ed ecclesiali.
Nel saluto iniziale, l’Arcivescovo Claudio Maniago ha posto l’accento sulla necessità di leggere l’innovazione tecnologica dentro una visione pienamente umana e cristiana. L’intelligenza artificiale, ha evidenziato, non può diventare un surrogato della relazione educativa né sostituire il discernimento personale e il cammino di maturazione integrale della persona, ma può essere accolta come strumento di supporto, se orientata al bene comune.
«La tecnologia va abitata e non subita», ha sottolineato Claudio Maniago, richiamando la responsabilità di chi opera nella formazione a sviluppare competenze che sappiano coniugare dimensione tecnica ed etica, evitando semplificazioni e automatismi che rischiano di impoverire il pensiero critico.
Fulcro dell’incontro è stato l’intervento di don Andrea Ciucci, membro del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e coordinatore della Segreteria della Pontificia Accademia per la Vita. Forte di una lunga esperienza di studio e formazione sui temi della cultura digitale, dei processi educativi e delle implicazioni etiche della tecnologia, don Andrea ha offerto una lettura approfondita delle potenzialità e dei limiti dell’intelligenza artificiale nei contesti pastorali, ribadendo che il suo utilizzo può essere fecondo solo se inserito in percorsi consapevoli, accompagnati e centrati sulla persona.
Riprendendo il dibattito emerso, l’Arcivescovo Maniago ha messo in guardia dal rischio di una deresponsabilizzazione educativa, qualora l’IA venga impiegata come scorciatoia o come sostituzione del giudizio umano. Da qui l’invito a custodire con cura la dimensione relazionale, che resta il cuore della catechesi e di ogni autentico processo formativo.
L’ampia e qualificata partecipazione ha confermato l’interesse crescente verso le sfide poste dall’innovazione tecnologica e la volontà, da parte della comunità ecclesiale, di affrontarle con discernimento e responsabilità. L’iniziativa si inserisce nel cammino più ampio della Chiesa di Catanzaro-Squillace, orientato a tenere insieme fede, cultura e impegno educativo, affinché anche le nuove tecnologie possano diventare strumenti al servizio dell’annuncio del Vangelo e della crescita umana delle comunità.
In mattinata, l’incontro si è svolto anche alla presenza dei presbiteri della diocesi ed è stato moderato da don Nicola Rotundo, dottore in Teologia Morale.
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