La Calabria senza banche: il 74,5% dei comuni privo di sportelli

In dieci anni persi oltre 11mila sportelli in Italia. CNA Calabria lancia l’allarme sui rischi per cittadini, imprese e piccoli centri

A cura di Redazione
04 agosto 2026 15:30
La Calabria senza banche: il 74,5% dei comuni privo di sportelli -
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Calabria - In Calabria il 74,5 per cento dei comuni è privo di uno sportello bancario. A dominare la classifica nazionale delle province è Vibo Valentia, dove oltre il 52,6 per cento della popolazione risiede in comuni abbandonati dalle banche.

Sono alcuni dei dati emersi dall’elaborazione del Centro Studi CNA, che ha analizzato il progressivo avanzare della desertificazione bancaria. Un fenomeno che, secondo il presidente di CNA Calabria Giovanni Cugliari, “mina non solo il tessuto produttivo ed economico, ma anche quello sociale”.

In Italia, tra il 2015 e il 2025, la rete bancaria è passata da 30.258 a circa 19.140 filiali: oltre 11mila presidi in meno, con una contrazione del 36,7 per cento.

Imprese e territori penalizzati dalla riduzione degli sportelli

A risentire della riduzione dei servizi bancari non sono soltanto i cittadini, ma anche le imprese. La Calabria è la terza regione d’Italia per numero di aziende presenti in comuni senza sportello, con circa 32mila attività coinvolte.

Tra le province calabresi, Cosenza occupa il terzo posto nella classifica nazionale, mentre Vibo Valentia registra la maggiore incidenza sul sistema produttivo locale, con il 42,2 per cento delle imprese interessate.

E con la diminuzione delle filiali aumenta la pressione sui presidi rimasti. La Calabria è ancora una volta ai vertici della classifica nazionale: Crotone detiene il primato italiano con una media di 713 imprese per ogni sportello bancario, seguita da Reggio Calabria con 617 e Vibo Valentia con 536.

A incidere sul progressivo ridimensionamento della rete bancaria sono soprattutto lo spopolamento dei piccoli centri e la crescente digitalizzazione dei servizi.

CNA: “Gli sportelli sono anche presidi di tutela sociale”

“La modernizzazione del sistema non può fagocitare i classici sportelli bancari – spiega Cugliari –. Specie per le micro e piccole imprese, che costituiscono l’asse portante dell’economia artigiana calabrese, il rapporto personale significa fiducia e certezza”.

Secondo il presidente regionale CNA, servono interlocutori capaci di conoscere le aziende, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. “Non può essere applicata una formula ragionieristica e usata la forbice per tagliare gli sportelli. Auspichiamo invece che si possa invertire una tendenza che vede la nostra regione e i suoi territori drammaticamente protagonisti”.

La questione riguarda anche l’aspetto sociale. “La Calabria da tempo va incontro a un severo inverno demografico – aggiunge Cugliari – aggravato dai tanti giovani che vanno via. Lo spopolamento progressivo dei centri con meno servizi porta a concentrarsi proprio in queste aree gli anziani, quindi le persone più fragili”.

“Non è a loro che si può chiedere semplicemente di scaricare un’app bancaria o rivolgersi a un call center. I presidi bancari sono anche tutela”, conclude il presidente CNA Calabria.