Lamezia ricorda Roberto Spadea, una vita dedicata all’archeologia calabrese
Sabato 26 settembre, nel chiostro di San Domenico, l’Associazione Archeologica Lametina promuove un incontro per ripercorrere l’attività dello studioso e il suo contributo alla conoscenza del patrimonio del territorio
LAMEZIA TERME – Un pomeriggio dedicato alla memoria e alla conoscenza del patrimonio archeologico calabrese. È quello organizzato dall’Associazione Archeologica Lametina, che sabato 26 settembre, alle 17:30, nel chiostro di San Domenico, ricorderà la figura dell’archeologo Roberto Spadea, protagonista per decenni di studi, ricerche e attività di valorizzazione in Calabria.
L’appuntamento vuole ripercorrere il lungo percorso professionale di uno studioso che ha legato una parte significativa della propria attività al territorio lametino, contribuendo alla scoperta, alla tutela e alla divulgazione di importanti testimonianze del passato.
Spadea entrò nel Ministero dei Beni Culturali nel 1976, dopo un’esperienza come borsista del CNR. Due anni più tardi arrivò in Calabria, alla Soprintendenza archeologica di Reggio Calabria, dando inizio a una lunga stagione di ricerche sul territorio regionale.
Tra le attività che ne hanno caratterizzato la carriera figura anche la scoperta, nell’area archeologica di Capo Colonna, del cosiddetto Tesoro di Hera, una straordinaria raccolta di materiali votivi rinvenuti nell’area del santuario di Hera Lacinia. I reperti furono successivamente protagonisti di una mostra che, dopo l’esposizione a Crotone, raggiunse anche importanti sedi italiane ed europee.
Particolarmente significativo è stato inoltre il rapporto con il comprensorio lametino. Le sue ricerche hanno interessato diversi siti e monumenti del territorio, dai primi scavi nella località Pian delle Vigne, a Falerna, all’antica Terina, passando per l’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia Vetere, il Castello Normanno-Svevo di Nicastro e la necropoli di San Sidero.
Un percorso che ha avuto tra i suoi risultati anche la realizzazione del Museo Archeologico Lametino, oggi uno dei luoghi di riferimento per la conoscenza della storia e dell'archeologia del territorio.
L’incontro di sabato sarà quindi anche l’occasione per mettere a fuoco il metodo di lavoro di Spadea, caratterizzato non soltanto dall’attività di scavo, ma anche dalla progettazione di musei e parchi archeologici, dalla ricerca scientifica e dalla divulgazione.
All’iniziativa prenderanno parte colleghi, collaboratori e amministratori che nel corso degli anni hanno condiviso con l’archeologo attività e progetti legati alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali.
Un appuntamento pensato dunque non soltanto per ricordare una figura di rilievo dell’archeologia italiana, ma anche per rileggere, attraverso il suo lavoro, una parte importante della storia archeologica di Lamezia Terme e della Calabria.
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