Libri di scuola e spese familiari: il back to school diventa un conto salato
Nonostante i tetti di spesa, il rientro a scuola resta un impegno economico significativo
Siamo ancora a luglio eppure sembra che la scuola non sia mai del tutto finita. Se è vero che gli Esami di Stato stanno volgendo al termine, ci si prepara per quelli di riparazione che vedrà i "rimandati" in aula in piena estate, ma non solo, le famiglie sono già alle prese per il back to school e con i conti da fare considerando le spese importanti che dovranno essere affrontate in vista di un nuovo anno scolastico. Oltre al corredo, zaini, quaderni, grembiuli e astucci, bisogna fare i conti con i libri di testo. Per la scuola primaria i libri di testo sono gratuiti e la spesa è interamente a carico del Comune di residenza, ma più si cresce e più si spende.
Medie: il primo anno è quello più oneroso
Alla scuola secondaria di primo grado, le cosiddette scuole medie, la situazione cambia e il costo dei libri diventa più evidente. Il primo anno è generalmente quello più costoso perché si acquistano anche dizionari e manuali destinati a essere utilizzati per l’intero triennio. I tetti di spesa stabiliti dal Ministero indicano circa 303 euro per la prima media, 121 euro per la seconda e 136 euro per la terza. In pratica, la spesa si concentra soprattutto all’inizio del percorso, quando le famiglie si trovano a dover affrontare un esborso più alto, che poi si riduce negli anni successivi.
Superiori: importi diversi a seconda dell’indirizzo
Nella scuola secondaria di secondo grado il costo dei libri varia sensibilmente in base all’indirizzo scelto. Anche in questo caso il primo anno del biennio è quello che pesa maggiormente, perché è il momento in cui si acquistano i testi fondamentali e, nei licei, anche i dizionari di latino e greco. I tetti di spesa si aggirano indicativamente intorno ai 346 euro per liceo classico e linguistico e per alcuni indirizzi tecnici, circa 331 euro per il liceo scientifico, attorno ai 329 euro per altri istituti tecnici e tra i 260 e i 300 euro per gli istituti professionali, con variazioni legate al singolo percorso di studi.
Il decreto del Ministero e i limiti di spesa
Il sistema dei libri di testo è regolato da un decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito che stabilisce i tetti di spesa per la scuola secondaria di primo e secondo grado e vincola i docenti al rispetto di tali limiti nella scelta dei testi. Il provvedimento prevede che i tetti siano definiti in specifici allegati e che le adozioni debbano restare entro questi parametri, pur nel rispetto della libertà di insegnamento.
Il decreto introduce anche alcune riduzioni: i tetti di spesa vengono abbassati del 10 per cento nel caso di testi in versione mista, cioè cartacea e digitale, e del 30 per cento nel caso di testi completamente digitali. È possibile superare i limiti solo entro un margine massimo del 20 per cento, ma in questo caso è necessaria una motivazione formale da parte del Collegio dei docenti e l’approvazione del Consiglio d’istituto. Il provvedimento si applica alle adozioni previste per l’anno scolastico 2026/2027 e affida agli Uffici scolastici regionali e ai revisori dei conti il compito di vigilare sul rispetto delle regole.
Un peso che resta per molte famiglie
Nonostante le regole e i tetti fissati a livello ministeriale, il ritorno a scuola continua a rappresentare un momento economicamente impegnativo per molte famiglie. Il peso maggiore si concentra soprattutto tra il primo anno delle medie e quello delle superiori, quando si acquistano i testi fondamentali che accompagnano gli studenti per più anni. In questo modo, il “back to school” resta un appuntamento che richiede sempre più spesso una pianificazione attenta della spesa già nei mesi precedenti l’inizio delle lezioni.
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