Magna Graecia Film Festival, Valeria Golino: "Il cinema deve porre domande, non dare risposte"

L'attrice e regista protagonista della seconda serata del festival di Soverato. Focus anche sulla serie Sandokan e sul ruolo della Calabria come nuovo polo dell'audiovisivo

A cura di Redazione
27 luglio 2026 11:33
Magna Graecia Film Festival, Valeria Golino: "Il cinema deve porre domande, non dare risposte" - Foto Uff. Stampa Magna Graecia Film Festival
Foto Uff. Stampa Magna Graecia Film Festival
Condividi

Prosegue con ospiti di primo piano il Magna Graecia Film Festival di Soverato, che nella seconda serata ha accolto una delle protagoniste più autorevoli del cinema italiano, Valeria Golino. L'attrice e regista è stata al centro di una conversazione con Carolina Di Domenico, ripercorrendo la propria carriera e il rapporto con il cinema, definito una vera e propria "educazione sentimentale".

Golino ha raccontato come la passione per la settima arte sia nata in famiglia, tra cinefili che hanno alimentato la sua curiosità, fino all'incontro decisivo con Lina Wertmüller, che a soli 17 anni le aprì le porte del grande schermo.

«È successo prima che potessi deciderlo. Ho avuto la fortuna di essere scelta da Lina Wertmüller in un momento in cui le registe donne nel mondo erano pochissime. Da quel primo film la mia vita è cambiata: è stato un evento imprevedibile, ma anche l'inizio della mia ricerca del bello», ha raccontato l'attrice.

Nel corso dell'incontro ha spiegato di essere da sempre affascinata dai registi esordienti e dal coraggio delle opere prime. «Mi intriga il rischio, mi piace tutto ciò che è in potenza. Non mi piace quello che è già finito. Entrare nell'immaginario di una persona alla sua prima regia, credere nel suo potenziale e sposare il suo punto di vista è una delle cose che mi ha sempre incuriosito e divertito di più».

Golino ha parlato anche del passaggio dalla prima alla seconda regia, ricordando il successo di Miele e le aspettative che accompagnarono Euforia. Un percorso vissuto con naturalezza, senza lasciarsi condizionare dalla ricerca di conferme.

«Ogni film che farò sarà il mio primo film, ogni ruolo che reciterò sarà il mio primo. Negli anni ho acquisito autorevolezza proprio perché lo faccio da tanto tempo, ma ho sempre l'idea di fare qualcosa di ignoto», ha spiegato.

Il suo pensiero sul cinema si è infine condensato in una riflessione che ha raccolto gli applausi del pubblico: «Non rinuncerei mai a porre domande attraverso le immagini. Il cinema non deve impartire lezioni né fornire risposte».

Il focus su Sandokan e la Calabria del cinema

La serata si era aperta con il panel "Le grandi fiction Rai in Calabria", moderato dal giornalista Antonio Capellupo, al quale hanno preso parte Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission, Maria Francesca Gagliardi ed Edmondo Amati di Fremantlemedia Italy Group.

Al centro del confronto il successo della nuova serie Sandokan, che all'esordio ha registrato 5,8 milioni di telespettatori e il 34% di share, oltre alla distribuzione in più di trenta Paesi. I relatori hanno illustrato il lungo lavoro produttivo che ha portato alla realizzazione dell'opera, valorizzando la Calabria come grande set cinematografico grazie alla costruzione del backlot di Lamezia Terme, destinato a diventare un polo permanente dell'industria audiovisiva.

L'iniziativa è stata indicata come un esempio concreto di come gli investimenti nel settore possano contribuire a promuovere il territorio, superando gli stereotipi e favorendo nuove opportunità per professionisti, maestranze e giovani talenti.

Le proiezioni del festival

La serata si è conclusa con la proiezione del film in concorso "La gioia" di Nicolangelo Gelormini, seguita dall'incontro con il regista e gli interpreti Valeria Golino e Francesco Colella. Sul palco anche il saluto dell'attrice soveratese Marianna Lancellotti.

Intensa anche la programmazione pomeridiana al Teatro Comunale, con le proiezioni delle sezioni dedicate ai documentari, alle opere prime internazionali e a "Bella come il cinema", inaugurata dal documentario "Brunori Sas – Il tempo delle noci" di Giacomo Triglia, che ha raccontato al pubblico il lavoro svolto insieme al cantautore calabrese.

Questa sera il Magna Graecia Film Festival proseguirà con gli incontri dedicati a Isabella Ferrari e Marco D'Amore, oltre alla proiezione del film in concorso "Breve storia d'amore" di Ludovica Rampoldi, confermando Soverato come uno dei principali punti di riferimento dell'estate cinematografica italiana.