Marcellinara punta sul turismo lento: 50 chilometri per unire Jonio e Tirreno

Entro il 2027 un itinerario ciclo-pedonale collegherà due parchi marini attraversando aree protette, borghi e paesaggi della Calabria

A cura di Redazione
18 ottobre 2026 09:00
Marcellinara punta sul turismo lento: 50 chilometri per unire Jonio e Tirreno - Fonte: Ente Parchi Marini Regionali Calabria
Fonte: Ente Parchi Marini Regionali Calabria
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Catanzaro - Trasformare la particolare conformazione geografica della Calabria in una risorsa turistica, collegando il Mar Jonio al Tirreno attraverso un itinerario dedicato alla mobilità sostenibile. È l’obiettivo del progetto che coinvolge Marcellinara e l’Istmo di Catanzaro, dove la ridotta distanza tra le due coste può diventare il punto di partenza per un nuovo modello di fruizione del territorio.

L’iniziativa è promossa dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria (EPMR), che punta a valorizzare l’area attraverso percorsi ciclo-pedonali, aree protette, borghi, siti archeologici e collegamenti con le principali infrastrutture turistiche regionali. L’idea è fare dell’Istmo non soltanto un luogo di passaggio, ma una destinazione capace di attrarre visitatori interessati alla natura, alla cultura e alle esperienze all’aria aperta.

Un itinerario di 50 chilometri entro il 2027

Il progetto, affidato all’EPMR come ente attuatore, dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2027. Tra gli interventi previsti figurano la riqualificazione dell’area di Monte Cocuzzo e la realizzazione di un itinerario ciclo-pedonale di circa 50 chilometri, destinato a collegare il Parco Marino Regionale Baia di Soverato, sul versante ionico, con il Parco Marino Regionale Costa degli Dei, sul Tirreno.

Il percorso sarà attrezzato con servizi e strumenti tecnologici per rendere l’esperienza più accessibile e sicura. Sono previsti totem interattivi, punti BLE per la fruizione digitale, un’applicazione e una piattaforma WebGIS, stazioni di ricarica per biciclette elettriche, aree per le riparazioni e defibrillatori accompagnati da video tutorial.

Particolare attenzione sarà riservata all’inclusione. Il progetto contempla la disponibilità di tandem e handbike, iniziative rivolte agli under 14 e alle scuole, servizi per chi viaggia con animali domestici, navette per il rientro e un sistema di pronto intervento. La gestione sarà affidata a un operatore certificato, con sedi in corrispondenza degli ingressi dell’itinerario.

Sette aree protette lungo il percorso

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è la connessione tra patrimonio naturalistico e culturale. Il tracciato interesserà sette Zone speciali di conservazione (ZSC), per una superficie complessiva di circa 2.071 ettari.

Tra le aree indicate figurano la Baia di Soverato, la Scogliera di Stalettì, l’Oasi di Scolacium, le Dune dell’Angitola e i Laghi La Vota. La rete dei collegamenti comprenderà inoltre il Parco archeologico di Scolacium, l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, la Ciclovia dei Parchi, il Sentiero Italia CAI e il Cammino Basiliano.

L’obiettivo è mettere in relazione luoghi oggi percepiti come distinti, offrendo ai visitatori la possibilità di scoprire in un unico itinerario paesaggi costieri, rilievi montuosi, testimonianze storiche e centri abitati dell’entroterra.

Dalla Festa degli itinerari alla fase operativa

Il progetto era stato presentato al pubblico anche in occasione della prima Festa regionale degli itinerari, delle aree protette e del cicloturismo nella Calabria Straordinaria, organizzata il 18 luglio a Marcellinara. La giornata aveva previsto un cicloraduno lungo la Ciclovia dei Parchi, momenti istituzionali e un confronto sulle prospettive della mobilità lenta. A chiudere l’appuntamento era stato il concerto di Enrico Nigiotti, scelto come testimonial per promuovere, soprattutto tra i giovani, la conoscenza del patrimonio ambientale e il turismo sostenibile.

L’iniziativa si fonda anche sulla collaborazione tra istituzioni, competenze scientifiche e realtà territoriali, con il coinvolgimento della Regione Calabria e degli assessori regionali Antonio Montuoro, con delega all’Ambiente, e Giovanni Calabrese, con delega al Turismo.

L’Istmo come destinazione turistica

Per il direttore generale dell’EPMR, Raffaele Greco, la prospettiva va oltre la realizzazione di un collegamento tra due coste. La sfida è costruire un prodotto turistico riconoscibile, capace di integrare bicicletta, cammini, borghi, aree naturali e patrimonio archeologico, trasformando la peculiarità geografica dell’Istmo in una ragione concreta per scegliere la Calabria.

Il progetto punta inoltre a generare nuove opportunità occupazionali nell’ambito dell’economia verde e blu, attraverso servizi turistici, professionalità multilingue e attività connesse all’accoglienza e alla mobilità sostenibile. Giovani, donne e persone con fragilità potranno trovare spazio in un modello che mette al centro accessibilità e partecipazione.

Una montagna in mezzo al mare

La particolarità dell’Istmo di Marcellinara si lega a una delle immagini più rappresentative della regione: la Calabria come montagna in mezzo al mare. A differenza di altri istmi internazionali, come Panama e Corinto, la proposta calabrese non prevede la realizzazione di un canale artificiale, ma la valorizzazione del territorio attraverso un corridoio verde tra Jonio e Tirreno.

La conformazione geografica, con le due coste relativamente vicine e le alture che si sviluppano nel mezzo, diventa così il filo conduttore di un progetto che punta a far conoscere l’entroterra attraverso un’esperienza di viaggio sostenibile.

L’obiettivo per il 2027 è trasformare questa caratteristica in un elemento distintivo dell’offerta turistica regionale: non soltanto attraversare l’Istmo, ma fermarsi, esplorarlo e scoprirne le risorse naturali, culturali e identitarie.